GROM è stata comprata da Unilever

La catena di gelati fondata da Federico Grom e Guido Martinetti è stata comprata dalla grande multinazionale del cibo: i dettagli dell'accordo non sono noti

La società multinazionale Unilever, una delle più grandi al mondo nel settore del cibo e della casa, ha comprato GROM, la popolare catena di gelaterie aperta a Torino nel 2003 da Federico Grom e Guido Martinetti. I termini e i dettagli dell’accordo non sono stati resi pubblici. In un’intervista alla Stampa del 2 ottobre, i due fondatori sostengono che rimarranno amministratori delegati di GROM. La vendita a Unilver, dicono, non cambierà il prodotto ma permetterà di espandersi anche fuori dall’Italia. Il più grande cambiamento sarà la produzione di gelati confezionati a partire dal 2017.

GROM oggi ha 67 negozi in Italia e nel mondo: secondo quanto annunciato dalle due società, il business di GROM “resterà autonomo e continuerà a essere gestito da Federico e Guido dalla sede torinese”. Kevin Havelock, presidente del settore “refreshment” di Unilever, ha detto che “facendo leva sulle economie di scala, Unilever favorirà l’accesso a nuovi mercati e aiuterà GROM a creare nuove opportunità di crescita”. Come raccontato qualche anno fa da Guido Martinetti, la miscela del gelato di GROM viene composta in un laboratorio unico per l’Italia, a Mappano di Caselle, in provincia di Torino, e viene successivamente mantecato in gelateria.

Unilever è una società multinazionale proprietaria di moltissimi marchi nel campo del cibo e dei prodotti per l’igiene e per la casa: per esempio Lipton, Ben&Jerry’s, Santa Rosa, Calvé, Knorr, Axe e molti altri. Unilever tra l’altro è proprietaria anche di Algida, altro importante marchio nel settore dei gelati, e proprio in questi giorni è al centro di una questione politica e sindacale per la decisione di licenziare 151 degli 806 dipendenti dello stabilimento Algida di Pasacarola, in Campania. Ne ha scritto giusto oggi il Sole 24 Ore, tra gli altri:

Muro contro muro nella vertenza sui 151 esuberi all’Algida di Caivano: ieri nello stabilimento campano di Unilever, multinazionale anglo-olandese del food proprietaria dello storico marchio di gelati, i lavoratori hanno osservato un’ora di sciopero per turno.
Braccia incrociate dalle 13 alle 15 con manifestazione che ha varcato i cancelli del sito e invaso le arterie stradali dell’area industriale. Un corteo in tuta bianca, la stessa che gli 806 addetti napoletani di Unilever indossano quando sono a lavoro.

La protesta che secondo le sigle ha registrato il 99% di adesione aveva come bersaglio la procedura di mobilità che l’azienda qualche giorno fa ha aperto nei confronti di 151 lavoratori. Dietro la scelta, tra le altre cose, le dinamiche del mercato italiano cui si rivolge il 60% della produzione dello stabilimento napoletano (il rimanente 40% va all’estero): tra il 2011 e il 2014 si è registrato infatti un calo del 14 per cento. Unilever ha perso qualcosa come 14 milioni di litri di gelato. Se la domanda si contrae, le aziende riorganizzano, da qui la scelta di adottare il modello organizzativo del World Class Manifacturing e avviare un processo di smaltimento degli esuberi.

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