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  • venerdì 13 marzo 2015

Le nuove foto di Osama bin Laden

Sono state mostrate per la prima volta durante il processo contro un terrorista di al Qaida a New York: sono state scattate nel 1996 da un giornalista palestinese

L’ufficio del procuratore generale degli Stati Uniti ha diffuso di recente alcune nuove foto di Osama bin Laden, il fondatore e capo di al Qaida ucciso in un raid americano ad Abbottabad, in Pakistan, nel maggio del 2011. Le foto risalgono al novembre del 1996: furono scattate dal giornalista palestinese Abdel Barri Atwan a Bora Tora, una zona montagnosa dell’Afghanistan dove era nascosto bin Laden. L’ufficio del procuratore le ha mostrate per la prima volta durante il processo che si sta tenendo a New York contro Khalid al Fawwaz, un saudita membro di al Qaida accusato di essere coinvolto nell’attentato alle ambasciate americane di Tanzania e Kenya del 1998.

Nel 1996 un piccolo giornale pubblicato a Londra raccontò della prima fatwa emessa da Osama bin Laden: il giornale era Al-Quds Al-Arabi, fondato e diretto dal giornalista palestinese Abdel Barri Atwan. Dopo la pubblicazione della fatwa, Atwan fu contattato da Khalid al Fawwaz, che in quel periodo si occupava di coordinare le comunicazioni e le attività di al Qaida a Londra. Fawwaz chiese ad Atwan se era interessato ad avere un’intervista con Bin Laden. Nel 2006 Atwan raccontò in un’intervista al giornalista di CNN Peter Bergen come reagì alla richiesta: «Mi fu detto che Osama bin Laden apprezzava i miei testi, gli piaceva il mio stile e voleva incontrarmi personalmente. Non ero sicuro di volerlo fare, era molto pericoloso». Atwan alla fine accettò.

In quegli anni Bin Laden non era ancora il terrorista più ricercato al mondo: la sua identità era conosciuta, ma il suo nome non era ancora stato incluso nella lista dei terroristi compilata dal governo statunitense. L’attenzione in Occidente su di lui e sulla sua organizzazione sarebbe aumentata solo due anni più tardi, con l’attentato alle ambasciate americane di Dar es Salaam, in Tanzania, e Nairobi, in Kenya, dove furono uccise 224 persone e ci furono circa 4mila feriti.

Nel novembre del 1996 Atwan prese un aereo per l’Afghanistan e dopo sette ore di viaggio su una Toyota rossa arrivò al nascondiglio di Bin Laden. Atwan incontrò Bin Laden in una specie di grotta piuttosto piccola, arredata in maniera molto semplice ed essenziale, ad eccezione di una libreria con molti testi sacri sull’Islam (la stessa che si vede in alcuni dei video diffusi in quegli anni da bin Laden). Dopo una cena a base di formaggio e pane, Atwan si ritrovò a dormire su un materasso in una grotta, appoggiato su scatole di granate. Atwan raccontò a Bergen: «Bin Laden amava la natura di quel posto. Amava la montagna. Loro stavano provando a creare la loro comunità, a coltivare il loro cibo. È come un’oasi in Afghanistan». Riguardo Bin Laden, Atwan disse invece che aveva percepito la sua vulnerabilità rispetto alla sorveglianza delle agenzie di intelligence straniere: «Pensavo che non sarebbe durato. Non era particolarmente protetto. Era esposto e si muoveva liberamente. [Quando l’ho visitato] non ho mai pensato che sarebbe diventato l’uomo più pericoloso del mondo».

Le fotografie scattate da Atwan mostrano Bin Laden rilassato, anche sorridente, mentre si trova sia all’interno che all’esterno del suo nascondiglio. Nelle foto si vede anche il siriano Mustafa Setmariam Nasar, conosciuto come Abu Musab al Suri, un influente ideologo del jihad globale che oggi ha tra i 50 e i 60 anni ma che non si vede in pubblico da almeno un decennio. Le fotografie che Atwan fece durante la sua visita al nascondiglio di bin Laden furono scoperte due anni dopo dagli investigatori di Scotland Yard, durante una perquisizione a casa di Fawwaz. Atwan ha raccontato di nuovo del suo incontro con bin Laden al processo che si sta tenendo a New York contro Fawwaz.

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