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Mondadori ha comprato aNobii

Cioè il social network degli appassionati di libri, che esiste dal 2005 e ha tanti utenti italiani

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Il gruppo Mondadori ha acquistato aNobii, un social network dedicato ai libri e agli appassionati di libri che ha un milione di utenti in tutto il mondo, di cui 300.000 in Italia. Le società non hanno fornito informazioni sul costo dell’acquisizione.

Gli utenti di aNobii possono gestire una sorta di libreria virtuale in cui aggiungere i volumi che possiedono, che stanno leggendo, che hanno terminato o abbandonato, accompagnandoli con recensioni e voti, tenendo nota delle date di inizio e fine della lettura di un libro. Gli iscritti possono consultare le librerie di altre persone – decidendo di seguirne alcune e ricevendone gli aggiornamenti – prendendo così spunto riguardo nuovi libri da leggere, che possono aggiungere a una lista dei desideri. Il sistema calcola attraverso un algoritmo anche la somiglianza tra due librerie, permettendo di seguire gli utenti con gusti più vicini ai propri. Gli utenti possono scambiarsi commenti, inviarsi messaggi e iscriversi a gruppi tematici di discussione, che spesso diventano veri e propri gruppi di lettura. Inoltre aNobii fornisce a ognuno dati sulla propria libreria, come il numero di pagine e libri letti dall’inizio dell’anno, o quali e quanti utenti l’hanno visitata. Il nome aNobii deriva dal nome dell’Anobium punctatum, il tarlo della carta: l’epiteto con cui nei paesi anglosassoni viene spesso indicato chi passa molto tempo sui libri. Finora ha catalogato 40 milioni di libri – si cercano e si aggiungono facilmente sul sito attraverso il codice ISBN – e si può seguire anche su Facebook e Twitter.

Ernesto Mauri, amministratore delegato di Mondadori, ha detto che «una piattaforma per ascoltare i lettori è fondamentale per la crescita del digitale nei libri e per la costruzione della casa editrice del futuro». Greg Sung, fondatore di aNobii, ha commentato così: «la nostra missione è da sempre quella di dar vita a una comunità dove i lettori di tutto il mondo possano condividere, approfondire e alimentare la loro comune passione per la lettura e i libri. Con questo accordo abbiamo finalmente le risorse per portare avanti questa missione in modo ancora più incisivo».

Il servizio è stato fondato nel 2005 dal cinese Greg Sung a Hong Kong e si è diffuso rapidamente in una ventina di paesi, tra cui l’Italia, dove è arrivato nel 2007 diventando subito piuttosto popolare. Nel 2009 Rizzoli ha pubblicato aNobii: il tarlo della lettura, a cura di Barbara Sgarzi: una sorta di playlist che raccoglie i 600 libri più votati dagli utenti con le migliori cinque recensioni per ciascuno. Nel 2010 aNobii aveva avuto parecchi problemi, con continui rallentamenti e malfunzionamenti che lo avevano reso molto difficoltoso da usare: tra bug, lentezze, errori nelle statistiche e dati che scomparivano, molti utenti lo avevano abbandonato e si erano trasferiti su social network simili come LibraryThing, Shelfari, GoodReads e Zazie. Nel frattempo la società era stata acquistata da una startup britannica finanziata da HMV group (che poi aveva venduto tutte le sue quote alla società della catena di supermercati Sainsbury) e dalle case editrici Harper Collins, Penguin e Random House. Nel febbraio del 2012 la nuova società aveva lanciato la versione beta.anobii.com, dedicata principalmente all’acquisto di ebook. Nel frattempo il sito di aNobii è stato ristrutturato e migliorato, e i bug e i rallentamenti sono stati risolti.

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