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  • martedì 13 agosto 2013

Il potere di veto del principe Carlo

Il figlio della regina è stato consultato spesso dal governo britannico: una commissione d'inchiesta parlamentare cercherà di stabilire se questa prerogativa ha ancora senso

Lunedì 12 agosto il Guardian ha pubblicato un articolo in cui racconta che il principe del Galles Carlo di Windsor, figlio della regina Elisabetta II e attuale primo erede al trono, sarà oggetto a settembre di un’indagine parlamentare in merito ad alcuni incontri che negli anni ha avuto con vari ministri del governo britannico. Graham Allen, il deputato laburista che presiede la commissione che si occuperà dell’indagine, ha detto che sarà chiarito se il comportamento tenuto da Carlo possa essere interpretato come una «politicizzazione della monarchia». Secondo il Guardian una delle domande a cui la commissione cercherà di rispondere è questa: «esiste una ragione per cui – al giorno d’oggi – il potere di veto della regina e del principe debbano essere parte del sistema legislativo?».

Si tratta di una faccenda poco nota fuori dal Regno Unito, dove si parla della monarchia britannica soprattutto per ragioni di gossip. La regina per legge ha un potere di veto che può essere apposto a leggi di vario tipo. Il principe ha potere di veto solo sulle leggi che riguardano direttamente gli interessi della sua famiglia, cioè gli Windsor. Il Guardian scrive che fin dal 2005 Carlo è stato consultato però in occasione dell’approvazione delle leggi apparentemente più disparate, che riguardavano per esempio la regolamentazione del gioco d’azzardo oppure la sicurezza stradale.

Il Guardian ha ricostruito che da quando l’attuale governo si è insediato, nel maggio del 2010, il principe Carlo ha avuto 36 incontri con vari ministri, sette dei quali hanno coinvolto il primo ministro David Cameron. Non è chiaro quali siano stati gli argomenti degli incontri né se siano risultati decisivi al fine di approvare o respingere alcuni progetti di legge. Non è la prima volta che si parla della questione: da otto anni il Guardian chiede che venga reso pubblico il contenuto di 27 lettere che Carlo ha spedito negli anni a sette ministeri diversi, e nel 2011 un’altra inchiesta del Guardian aveva raccontato che negli anni precedenti alcuni ministri avevano contattato Carlo per discutere di «almeno una dozzina» di leggi che dovevano essere approvate.

La famiglia reale ha dichiarato che «in tempi recenti né la regina né il principe hanno posto il veto su alcuna legge che riguardasse i loro interessi, a meno che non siano stati interpellati dai ministri stessi». Graham Allen ha detto che nel corso dell’inchiesta parlamentare non verrà ascoltato nessun membro della famiglia reale.

foto: Arthur Edwards – WPA Pool/Getty Images

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