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  • mercoledì 15 maggio 2013

I ritratti di Richard Avedon

Uno dei fotografi più noti e celebrati al mondo nacque novant'anni fa: avete visto moltissimi suoi lavori, magari senza saperlo

Richard Avedon, uno dei fotografi più conosciuti e celebrati al mondo, nacque a New York il 15 maggio 1923 e morì nel 2004: oggi avrebbe compiuto 90 anni. Famoso soprattutto per i suoi ritratti, Avedon è un fotografo del Novecento ma il suo lavoro ha radici nello stile ottocentesco, mescolato al “divismo” del cinema statunitense degli anni Trenta.

Negli anni Avedon ha fotografato i più grandi personaggi del suo tempo: Buster Keaton, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Ezra Pound, Dwight D. Eisenhower, Andy Warhol, i Beatles, collaborando anche con Versace e Revlon. Ma Avedon fotografò anche moltissime persone normali: i suoi ritratti non si limitavano a mostrare un abito o un costume ma cercavano di andare oltre la superficie, portando alla luce in qualche modo la personalità dei soggetti. In un discorso al MoMA di New York, il 27 settembre 1986, Avedon spiegò quanto fosse importante riorganizzare i gesti della persona fotografata: «Tutti gli artisti del ritratto devono pensare a cosa fare delle mani. Non è affatto vero che il ritratto è una specie di momento catturato all’interno di un flusso di gesti». La posizione del soggetto, i suoi gesti, rappresentano simbolicamente la sua psicologia e i suoi sentimenti: per questo Avedon era un convinto sostenitore del ruolo di elaborazione della fotografia, come luogo che non rappresenta mai la “verità”.

Avedon non si occupò solo di moda, ma anche di notizie e attualità: la sua prima retrospettiva è del 1962 allo Smithsonian di Washington D.C.; nel 1963 fotografò le persone con in mano il giornale che dava la notizia dell’assassinio di Kennedy; nel 1989 assistette in prima persona alla caduta del muro di Berlino. Grazie all’incontro con Alexey Brodovitch, direttore artistico della famosa rivista di moda Harper’s Bazaar (di cui poi Avedon nel 1961 sarà direttore artistico), Avedon collaborò a lungo con Vogue e LIFE.

Un suo famoso progetto – che non riguarda le celebrità, ma che ha sempre a che fare con il ritratto – è The American West, commissionatogli nel 1979 da Mitchell A. Wilder, direttore dell’Amon Carter Museum. È un catalogo interessante, forte e profondo sulle persone del west, dagli operai agli impiegati alle loro famiglie. Avedon scattò 762 ritratti di gente comune, che stampò poi in dimensioni enormi. Si tratta di un progetto maestoso che costituì una sorta di punto di svolta nella sua opera, quando era ormai quasi sessantenne.

Il lavoro di Avedon è complesso e vastissimo. Nel 2009 la Corcoran Gallery of Art, un’istituzione piuttosto importante di Washington D.C., mise insieme i suoi ritratti politici, i “ritratti del potere”, tra cui quello di un giovane Barack Obama. E anche quando morì, a 81 anni, stava lavorando a San Antonio, in Texas, per il New Yorker. Le sue opere fanno parte delle più grandi collezioni mondiali: esiste una fondazione che organizza i materiali, tra cui molti testi interessanti relativi a interviste e conversazioni, e ne gestisce il grosso archivio.

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