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  • martedì 11 settembre 2012

Le indagini sulla strage in Alta Savoia

L'arma utilizzata è una sola, una pistola automatica, e quindi guadagna credibilità la tesi per cui ci sia un solo assassino, forse con dei complici

C’è una novità nelle indagini sulla strage di mercoledì scorso in Alta Savoia. Gli esperti balistici hanno confermato che i bossoli raccolti sul luogo del ritrovamento dell’auto appartengono tutti alla stessa arma, una pistola automatica calibro 7,65. Tutti i colpi sono stati esplosi dall’esterno del veicolo. Saad al-Hilli, 50 anni, sua moglie Iqbal, 47 anni e la madre di lei Suhaila al-Allaf, 74 anni, sono stati uccisi da due colpi alla testa. Syvain Mollier, 45 anni, cittadino francese, è stato colpito sette volte, due alla testa.

Le uniche sopravvissute alla strage sono le due figlie della coppia. Zainab, 7 anni, ferita a una spalla e picchiata, è uscita dal coma artificiale. Ora la polizia sta aspettando di interrogarla: potrebbe fornire elementi molto utili alle indagini. Sua sorella Zeea, 4 anni, rimasta per quasi otto ore nascosta all’interno della macchina, protetta e nascosta dal corpo della madre morta, è stata riportata in Gran Bretagna. Una fonte del quotidiano francese Dauphiné Libéré ha fatto sapere che gli investigatori stanno lavorando sull’ipotesi che l’assassino sia un solo uomo armato, accompagnato da uno o più complici. Non si sa ancora nulla dell’uomo alla guida di un 4×4 di colore scuro, forse verde, visto da alcuni testimoni guidare ad alta velocità nella zona del delitto.

Intanto l’area circostante alla casa della famiglia Hilli a Claygate, un quartiere residenziale a una trentina di chilometri a sud di Londra, è stata evacuata a causa di alcuni sospetti su del materiale esplosivo nell’abitazione, poi rivelatisi infondati. Le ricerche ora sembrano concentrarsi sul laboratorio sul giardino sul retro. Secondo la testimonianza di James Mathews, 53 anni, vicino di casa della famiglia intervistato dal Guardian, il laboratorio, che lui stesso aveva aiutato a costruire e che a suo parere conteneva computer, quattro scrivanie e stampanti di grosse dimensioni, veniva utilizzato da Saad al-Hill, un ingegnere aeronautico, come ufficio di progettazione e da sua moglie per studiare.

Il quotidiano francese Le Monde ha raccontato che Saad Al-Hilli emigrò a Londra con la famiglia negli anni Settanta. Il padre, Khadim, era un piccolo imprenditore e oppositore di Saddam Hussein. Naturalizzato cittadino britannico nel 2002, Saad studiò a Pimlico, un quartiere residenziale di Londra, prima di iscriversi a ingegneria meccanica all’università. A quanto pare era un disegnatore meccanico esperto, tanto che nel 2003 partecipò alla realizzazione delle cucine dell’Airbus A380. Si mise in proprio nel 2001, fondando la Shtech, la sua società, che a partire dal 2007 risulta registrata nei libri contabili come associata dell’impresa AMS 1087, specializzata in riprese aeree e satellitari con sede a Wiltshire, una contea dell’Inghilterra sud occidentale. Il suo ultimo impiego è stato alla Surrey Satellite Technology, una filiale del gruppo EADS specializzata nella realizzazione di micro satelliti.

Foto: Max Nash/GettyImages

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