Il Post
— Politica

«La vita mi ha portato da un’altra parte»

La storia di Marilena Parenti, che ha appena rinunciato a diventare un deputato del PD, avendo cose più belle da fare

6 agosto 2012

Repubblica ha raccontato domenica la storia di Marilena Parenti, prima dei non eletti per il PD alle elezioni del 2008 nel collegio in cui passò Antonello Soro, che ora ha lasciato il suo posto alla Camera dei Deputati: ma Parenti ha deciso di rinunciare, e la sua è una storia piuttosto interessante ed esemplare.

«Devo essere onesta con me stessa: rischierei di fare male due cose, la deputata e la mamma. Preferisco dedicarmi a mia figlia, nascerà tra tre mesi. È più importante». Il 7 giugno la democratica Marilena Parenti, 37 anni, lombarda di Brembio, ha ricevuto una telefonata inaspettata di Dario Franceschini: «Complimenti! Entri a Montecitorio, al posto di Antonello Soro, che va alla Privacy». «Sono onorata Dario, ma temo di non poter accettare. La vita mi ha portato da un’ altra parte». «Sei proprio sicura?», ha provato a dissuaderla il capogruppo. «Prenditi un po’ di tempo per pensarci», l’ ha consigliata persino il segretario Pierluigi Bersani. «Ne abbiamo parlato più volte, erano un po’ stupiti. Il mio compagno mi ha detto che mi avrebbe supportata qualsiasi decisione avessi preso, ma io sentivo che non lo volevo più fare. Ho detto no. Una scelta privata». Marilena Parenti non ha mai messo piede a Montecitorio. Nei prossimi giorni l’ aula accetterà le sue dimissioni. Quando si candidò nel 2008 aveva 32 anni ed era nello slancio di una promettente carriera politica: baby-consigliere comunale Ds, consigliere provinciale, presidente del Pd a Lodi a trent’ anni. Fu ben inserita nella lista della circoscrizione Lombardia 3, risultando poi la prima dei non eletti. Ma quattro anni possono essere tanti nella vita di una persona. Con una laurea in lettere nell’ agosto del 2008 è emigrataa Londra, trovando un lavoro da recruit manager in Expedia, con responsabilità per tutta l’Europa. A Londra lavorava già il suo compagno, italiano:a febbraio la scoperta di essere incinta.

(continua a leggere su Repubblica.it)

TAG: , ,    
  • leguleio

    …che ha appena rinunciato a diventare un deputato del PD, avendo cose più belle da fare.
     
    Ma che scoperta, tutto è più bello che fare il deputato! Perfino la disoccupazione, che, però non garantisce le indennità e la diaria dei parlamentari.

  • lycos1976

    Un lavoro di tutto rispetto all’estero, e una legislatura italiana agli sgoccioli che non le assicurerebbe neanche il famoso vitalizio. Le condizioni non sono tali da farne una rinuncia da ammirare e incensare.

  • fulvio

    @ LYCOS1976
    il tuo commento, mediocre e invidioso, lascia capire che tu sei uno di quelli che il posto l’avrebbe preso al volo.

  • randolphcarter

    Una storia curiosa, ma quando una scelta è economicamente vantaggiosa perde molto del suo fascino…

  • makkox

    ma QUANTO saremmo tutti adatti a fare i deputati, noi qui che commentiamo?
    piccolini, meschini, “se l’ha fatto gli è convenuto in tasca…” gni gni gni. rumore di tarlo.

  • libera

    Una scelta tipicamente femminile: prima la maternità e l’amore, poi il resto. Ma una scelta non solo emotiva, anche razionale visto l’ottimo posto di lavoro conquistato a Londra, immagino con le sue sole forze. Un grosso augurio alla mancata deputata ed un solo rammarico: mi sarebbe piaciuto avere una come lei, su quei banchi, che si distinguesse in un panomarama femminile non sempre edificante.

  • epicuro

    A me pare un caso molto simile a quello della tizia americana capo di non-ricordo-cosa che parlava dei figli ma in realtà non voleva perdere la cattedra a Harvard (mi pare): prosa mascherata da poesia, e nemmeno troppo abilmente.
    Sarei stato curioso di sentire la signora dire “No, grazie, preferisco stare con mia figlia” se anziché un pezzo grosso di Expedia a Londra fosse stata un’insegnante precaria di Foggia. Lì le avrei creduto a occhi chiusi.

  • Guada

    E’ agosto anche per i giornali e le pagine vanno riempite, anche con “notizie che non lo sono”.
    Credo anch’io che non ci sia ne da lodare ne da incensare la signora Parenti per la sua scelta anche perchè sono certo che abbia veramente delle cose importanti da fare, ma non per questo c’è bisogno di stare in Parlamento.
    Questa, forse, è l’unica cosa interessante di questo articolo.

  • splarz

    Cosa ci sarebbe di mediocre e invidioso nel commento di Fulvio? E’ semplice razionalità: chi mollerebbe un ottimo lavoro per venire a fare il parlamentare per breve tempo trascurando la famiglia? Non l’avrei fatto neanch’io. Dal ritratto fattone su Repubblica sembra una persona capace ed onesta, quindi è un peccato non averla tra quei banchi al posto di gente sicuramente meno capace e meritevole. Ma poi: quali risultati avrebbe ottenuto in questo Parlamento e con questo Governo? Meglio così, e le auguro tante belle cose.

  • epicuro

    @makkox
    se riesci a spiegarmi cosa c’entra il giudicare freddamente e lucidamente la scelta (per altro più che legittima, ci mancherebbe altro) della Parenti con l’eventuale propensione alla carriera politica di chi critica, ti mando a casa una cassetta di spigole.
    Che poi non si discute della scelta in sé ma della voglia matta di presentarla come una storia da libro Cuore, cosa che molto probabilmente non è. Mi duole anche informarti che nel mondo reale le convenienze di tasca costituiscono una motivazione perfettamente valida e spendibile in quasi ogni contesto.
    E “piccolini, meschini” a te e famiglia. Di cuore.

  • grinch

    Io l’avrei preso al volto. Sono tanti soldi. E non dovevo nemmeno licenziarmi, penso che il posto sia garantito, sbaglio? I figli li avrei fatti tirare su a una tata che tanto avrebbe fatto più o meno gli stessi danni miei, però loro avrebbero odiato lei (e solo indirettamente me). E poi, dai cazzo, non siamo alle 27ora, possiamo dirlo: le donne non sanno essere razionali in generale, figuriamoci in maternità! Ha fatto una scelta di pancia (proprio, oh-oh-oh). Altra cosa: è una laureata in lettere che non solo lavora, ma guadagna pure bei soldi! Il miracolo l’ha già ricevuto. Un altro miracolo – entrare nella casta – sarebbe stato segno di sventura. Mi riconosco inoltre nell’uomo piccolo e meschino citato da Makkox e ti dico: un motivo ci sarà.

  • grinch

    Io l’avrei preso al volto. Sono tanti soldi. E non dovevo nemmeno licenziarmi, penso che il posto sia garantito, sbaglio? I figli li avrei fatti tirare su a una tata che tanto avrebbe fatto più o meno gli stessi danni miei, però loro avrebbero odiato lei (e solo indirettamente me). E poi, dai cavoletti, non siamo alle 27ora, possiamo dirlo: le donne non sanno essere razionali in generale, figuriamoci in maternità! Ha fatto una scelta di pancia (proprio, oh-oh-oh). Altra cosa: è una laureata in lettere che non solo lavora, ma guadagna pure bei soldi! Il miracolo l’ha già ricevuto. Un altro miracolo – entrare nella casta – sarebbe stato segno di sventura. Mi riconosco inoltre nell’uomo piccolo e meschino citato da Makkox e ti dico: un motivo ci sarà.

  • grinch

    Ops…

  • BeatoPorco

    …magari invece di bersani doveva telefonarle coso… abatantuono? attanasio? insomma, il ciccione del poker, quello che è subentrato al sindaco di civitavecchia…

    @ makkox: placati!

  • BeatoPorco

    …adinolfi! (cribbio, brutta bestia la vecchiaia…)

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Mi unisco all’angolo dei rancorosi del Bar Post per far notare che la signora non ha solo rinunciato soltanto al posto in Parlamento, ma ha rinunciato alla carriera politica. Concordo che non che sia una scelta eroica, però nelle squallide condizioni in cui si trova il nostro Paese questa cosa fa notizia.

  • marquinho

    Anch’io la ritengo una notizia sensazionale. Nel comune dove vivo c’è stato uno che doveva subentrare ad un consigliere dimissionario ma ha a sua volta dato le dimissioni in quanto era andato a risiedere altrove. E cose del genere accadono continuamente.
    Certo, la signora poteva presentarsi ad ogni morte di papa alla Camera e intascare ugualmente l’emolumento da Parlamentare, invece è stata corretta e si dimetterà, si spera in tempi più brevi di quelli di Leoluca Orlando. Tutto qua.
    Siamo messi cosi male da dover esaltare ogni atto minimamente serio e coerente anche quando non comporta grossi sacrifici?
    -
    Grinch
    Hai letto l’articolo? Il posto da expedia non era garantito.

  • marquinho

    Anch’io NON la ritengo una notizia sensazionale.

  • leguleio

    Per lowresolution

    Mi unisco all’angolo dei rancorosi del Bar Post per far notare che la signora non ha solo rinunciato soltanto al posto in Parlamento, ma ha rinunciato alla carriera politica. Concordo che non che sia una scelta eroica, però nelle squallide condizioni in cui si trova il nostro Paese questa cosa fa notizia.
     
    Sì, strettamente parlando fa notizia, purché non la si presenti come una vicenda da libro Cuore, perché non lo è. Nessuno può sapere che fine avrebbe fatto Marilena Parenti nella primavera del 2013, dopo nemmeno un anno di carriera parlamentare.
     
    Se proprio vogliamo prendere a esempio qualcuno che abbia detto davvero “no!” alla politica, c’è il defunto Indro Montanelli, che il 19 maggio 1991 rifiutò un posto da senatore a vita:
     
    http://www.treccani.it/enciclopedia/indro-montanelli_%28Dizionario-Biografico%29/

  • lycos1976

    lowresolution, la signora ha rinunciato alla carriera politica dopo aver preso atto di non essere entrata in parlamento, quindi quando la carriera politica avrebbe comportato più sacrifici che gratificazioni. Legittimo, per carità, ma trovare il merito in questo è arduo.
    @FULVIO, il mio commento non era né mediocre né invidioso, constatavo semplicemente un dato di fatto: la signora ha fatto la scelta per le economicamente e praticamente più conveniente, e per questo non mi sembra materiale su cui imbastire articoli insensanti, tutto qui.

  • Zei

    commento solo per farvi notare che l’uso del termine ‘la signora’ per indicare la Parenti potrebbe suonare leggermente spregiativo alle orecchie femminili (avete mai scritto un commento indicando qualcuno come ‘il signore’, invece che con il nome o la professione?) , ma questo certamente perchè abbiamo le mestruazioni, la luna storta, e una componente emotiva marcatissima che ci porta a fare scelte di pancia estremamente calcolate ad ogni occasione. adesso scusatemi vado a scaricare le mie nevrosi sui miei innocenti colleghi obbligandoli a spegnere l’aria condizionata. e cmq anche a me non piace il retrogusto da libro Cuore di questa storia, ma solo perchè le mestruazioni, etc… portano all’incoerenza assoluta nell’arco dello stesso commento

  • pendolare

    beh un artico con titolo: “non vado a Montecitorio, ho un lavoro migliore e poi ci starei solo un anno” forse non sarebbe stato così interessante, non mi stupirei se fosse stata una scelta del giornalista di esporre la situazione in un certo modo.

    @makkox un buon lavoro a londra con possibilità di fare carriera oppure trasferirsi e licenziarsi per un anno da parlamentare e poi chissà

  • grinch

    Ciao Zei. Vai tranquilla. A noi il signore ha dato tanta pazienza. Spengo l’aria, dai.

  • epicuro

    @zei
    Prendendosi la briga di leggere altri miei commenti ti accorgeresti che per gli uomini uso abbastanza spesso “il tizio”. E guarda che l’unico commento che sa di luna, mestruazioni, oroscopi e siamo-così-dolcemente-complicate (“Una scelta tipicamente femminile: prima la maternità e l’amore, poi il resto”) mi sa che l’ha scritto una donna, almeno a giudicare dal nickname.

  • postpo

    bellissima storia, mi ha gonfiato il cuore, bella, bella, bella…

  • postpo

    e poi, l’ha chiamata Dario…
    veramente bella…

  • postpo

    e poi Londra…
    il suo compagno…
    il bambino in arrivo…
    la vita…
    la laurea…

    mioddio che bella favola…

  • pifo

    Sul piano estetico-letterario-narrativo la storiella e’ moscia.
    Sarebbe stato molto piu’ coinvolgente e commovente il contrario: una donna che abbandona marito e lavoro brillante per correre, con il bebe’ al seguito, al capezzale di una rognosissima, puzzolentissima e moribonda legislatura, adempiendo cosi ad un impegno al quale aveva aderito tanti, tanti anni fa.
    Sul piano piu’ prettamente morale direi … “chissenefrega”!

    Insomma … la solita gossipperia istituzionale di Vecchio per “Repubblica Balneare”. Per raccontarci questa “novella morale” il giornalista ha dovuto appicciare il suo portatile e rinunciare a 25 minuti di sole sulla sua sdraio a la Feniglia.
    Saluti

  • http://becausethelight.blogspot.com/ Sandro

    Con una così bella storia mi dispiace leggere alcuni commenti cinici che giudicano con maliziosità la scelta buttandola tutta sull’opportunità economica. E’ proprio un pensiero figlio di quella logica egoistica che muove la politica nazionale italiana, ma per chi viene dalla politica locale, che guadagna poco e che la fa per passione, decidere di rinunciare a portare le proprie idee e battaglie in parlamento, anche se per poco tempo e anche se non conviene economicamente, è una rinuncia difficile. Più che sindacare sulle ragioni personali, c’è da interrogarsi come ha fatto Sofri, sull’attrattività della Politica, sulla sua reale capacità di cambiare le cose e di ripulirsi e rinnovarsi. La scelta va rispettata, non sporcata.

  • waltron

    e chi vorrebbe ancora fare il politico di mestiere? essere accomunato a quegli altri. Magari il politico vero sì, ma non a Montecitorio.

  • lazarus

    Quoto pifo e rilancio il “chissenefrega” di questa patetica storia. Purtroppo questo è ormai il giornalismo (si fa per dire) made in Repubblica.

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Per proporre un giornalismo appena un attimo migliore, invece di chiedere alla Parenti i motivi per cui ha rifiutato di prender posto alla Camera, Repubblica avrebbe potuto chiedere a Soro quelli per cui l’ha lasciato.

  • leguleio

    Per broono

    Per proporre un giornalismo appena un attimo migliore, invece di chiedere alla Parenti i motivi per cui ha rifiutato di prender posto alla Camera, Repubblica avrebbe potuto chiedere a Soro quelli per cui l’ha lasciato.
     
    Antonello Soro ha lasciato perché la carica di Garante per la protezione dei dati personali è incompatibile con quella di parlamentare. Inutile fargli un’intervista su questo, basta leggere la norma di riferimento. :-)
     
    Forse intendevi dire “Repubblica avrebbe potuto chiedere a chi ha messo Soro a capo di quell’autorità”.

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Per Leguleio:
    Prendo nota dell’appunto tecnico, ma mi pare(va) ovvio che non ne stessi facendo questione di forma (compatibilità delle cariche) bensì di sostanza.
    E’ che ogni tanto mi sforzo di produrre dei tentativi di sintesi interpretando i desideri della redazione, ma evidentemente devo prendere atto del mio non esserci particolarmente portato e allora provo a dirla in un paio (forse) di parole in più:
    Questa storia è composta da due vicende separate: la prima è quella che vede la Parenti considerare l’ipotesi di andare alla Camera meno attraente dell’essere madre e semplice lavoratrice, la seconda quella che vede Soro considerare l’ipotesi di restare alla Camera meno attraente dell’andarsene a occupare altro ruolo.
    La notizia è una delle due vicende o la storia che entrambe sommate compongono?
    Per Repubblica è una delle due vicende, per la precisione quella della donna che preferisce essere al servizio di sé stessa e della sua famiglia che al servizio del parlamento.
    Per quello che io penso dovrebbe essere il giornalismo, la notizia dovrebbe essere la storia che entrambe raccontano e cioè che in un colpo solo abbiamo due persone che hanno chiesto di andare in parlamento e che si sono trovate entrambe protagoniste di una scelta che denota, se non un basso giudizio, quantomeno un giudizio che vede il parlamento non essere una meta auspicabile “a prescindere” ma solo in assenza di migliori alternative.
    Un giornalista che ci legge questo, e credo che un giornalista dovrebbe leggerci prima di tutto questo, intervista la Parenti sui perché non ci vuole andare MA ANCHE Soro sui perché se n’é andato, chiudendo il dialogo con entrambi utilizzando (a dimostrazione che si lavora sui due aspetti della stessa storia) la medesima domanda: Il parlamento solo come seconda scelta?
    Più chiaro così?
    Infine, la tua ultima riga nella quale provi a interpretarmi contiene un errore di fondo che rende l’interpretazione difettosa: presuppone un mio pensare che Soro non sia in grado di intendere e di volere o comunque di opporsi o accettare con scelta autonoma il nuovo incarico lasciando il precedente o, viceversa, ringraziare per l’opportunità ma decidere di continuare a ricoprire quel ruolo.
    Per questo no, non volevo dire che Repubblica avrebbe potuto intervistare chi ha chiesto a Soro di andare a quell’autorità, perché il mio tema non è né l’autorità né i ruoli nel partito ma la considerazione che, non io o te ma due persone che hanno chiesto una e ottenuto l’altra di andarci, oggi si ha dell’istituzione Parlamento.
    Se nemmeno chi ci si è seduto o chi ci si sarebbe voluto sedere lo considerano nobile al punto da non chiedere altro, ma al contrario gli preferiscono un lavoro diverso appena se ne presenta l’opportunità, capisci che viene difficile non cogliere l’occasione per fare un bel titolo nove colonne (quando c’erano, pre-Aipàd) sulla reale origine dell’antipolitica.
    E invece si liquida il tutto con una bella paginetta su mamma che ci tiene alla famiglia.
    E non è Avvenire o Tempi, ma Repubblica.
    Pensa come stiamo messi.

  • leguleio

    Per broono
     
    Ora ho capito.
    L’incarico di parlamentare è un servizio che si presta, o si suppone si debba prestare, al proprio popolo. Chi viene eletto non è un “firmaiolo”, come si diceva ai tempi della leva obbligatoria, che si impegna a restare per cinque anni pena l’accusa di diserzione. Il parlamentare si può stufare del proprio incarico, come di qualsiasi lavoro, e legittimamente trovare qualcosa di meglio.
     
    E nota che non accade solo in Italia. In Danimarca, il presidente del consiglio Anders Fogh Rasmussen, eletto nel 2001 e rieletto nel 2005 e nel 2008, nel 2009 si è dimesso per andare a ricoprire la carica di segretario della Nato (che ricopre tuttora).

  • Davide

    io sono d’accordo con Broono, perché ancora vedo la Politica come servizio al Paese.
    e se proprio vogliamo il libro cuore, dovrei scegliere di servire il mio Paese proprio perché ho come priorità mio figlio.

    @Leguleio
    perché mi viene da pensare che Rasmussen ha un’idea simile alla mia, anche se è andato a fare il SEGRETARIO DELLA NATO? (e, per essere più chiaro, non il recruit manager a Londra…)