British Prime Minister David Cameron lea

Il discorso di Cameron sui matrimoni gay

di David Cameron

Per farsi un'idea delle posizioni in materia di un primo ministro conservatore e di destra

British Prime Minister David Cameron lea

Mercoledì sera il primo ministro britannico David Cameron ha dato un ricevimento per i membri della comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) nella sua residenza di Downing Street, in cui ha ribadito il suo impegno a legalizzare i matrimoni omosessuali. Dal 2005 in Regno Unito le coppie omosessuali possono contrarre una civil partnership, un’unione civile che garantisce gli stessi diritti e doveri di un matrimonio ma che non ha lo stesso valore legale del matrimonio tra coppie eterosessuali. Cameron ha tenuto il suo discorso pochi giorni dopo che il governo scozzese ha redatto un progetto di legge per consentire i matrimoni omosessuali in chiesa e dare alle coppie sposate omosessuali gli stessi diritti di quelle eterosessuali. Se il provvedimento sarà approvato, la Scozia sarà il primo dei paesi del Regno Unito a celebrare matrimoni tra gay e lesbiche.

Vorrei dire soltanto tre cose stasera. Prima di tutto, questa sera è davvero una festa in onore dell’immenso contributo che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali forniscono in ogni parte del paese, nelle arti, nei media, nello sport, nell’impresa, nella finanza – questo è il tema di oggi e voglio ringraziarvi tutti per l’immenso contributo che date al nostro paese.

In secondo luogo, volevo dire – ci sono un sacco di anniversari – che sono quarant’anni dal primo Pride di Londra, quarant’anni dalla fondazione del gruppo degli ebrei gay e lesbiche… e penso valga la pena ricordarsi il viaggio compiuto dalla politica in termini di uguaglianza dei gay negli ultimi quarant’anni. La depenalizzazione dell’omosessualità. L’abbassamento a 18 anni dell’età della consenzienza. La parità dell’età della consenzienza approvata dal governo Blair. L’introduzione delle civil partnership – sostenute anche dal mio partito. Voglio solo dire che sono assolutamente determinato a far sì che il nostro governo possa proseguire questa tradizione legiferando, in questo Parlamento, a favore del matrimonio gay.

Lo dico non solo perché credo nell’eguaglianza ma perché credo appassionatamente nel matrimonio. Credo che il matrimonio sia un grande istituto: penso che aiuti le persone a prendersi responsabilità e impegni, a dire che si prenderanno cura e vorranno bene a qualcuno. Penso aiuti le persone a mettere da parte l’egoismo e pensarsi come unione, insieme all’altro. Il matrimonio mi appassiona molto e penso che se funziona per gli eterosessuali come me, dovrebbe funzionare per tutti: per questo dovremmo avere i matrimoni gay e per questo li introdurremo.

E lo so che ci saranno grandi discussioni, ci saranno grandi discussioni ovviamente dentro i partiti politici, compreso il mio. Ci saranno grandi discussioni anche nell’opinione pubblica – molti non la pensano così – per quanto credo valga la pena notare che la maggioranza dei sondaggi mostra che le persone sono da tempo in maggioranza a favore dell’uguaglianza. Ci saranno naturalmente grandi discussioni nelle confessioni religiose, e per questo penso sia fantastico vedere stasera qui uomini e donne di fede a sostegno di questa causa.

Io guido un’istituzione – il Partito Conservatore – che per molti anni è stato dalla parte sbagliata di questo dibattito, impedendo a persone autenticamente conservatrici di sostenerlo. Penso che farò lo stesso ragionamento, con gentilezza, alla Chiesa.

Capisco bene che questo sia un tema complicato e difficile per tutte le Chiese, ma sono profondamente convinto che tutte le istituzioni debbano svegliarsi e sostenere l’uguaglianza, e che la Chiesa non dovrebbe impedire a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di essere suoi membri a pieno titolo: ci sono un sacco di persone che sono molto cristiane e gay. Come il Partito Conservatore sbagliò a tenere lontane da sé le persone omosessuali, così penso che la Chiesa rischi di fare lo stesso errore.

La terza cosa che volevo dire è che cambiare le leggi è importante, legiferare è importante. Ma è ugualmente importante – e forse oggi più importante – cambiare la cultura. Che sia su un campo di calcio, o in uno spogliatoio di rugby. Cambiare la cultura a scuola, al parco giochi, sul posto di lavoro, cambiare la cultura ovunque, così che tutti possano genuinamente sentirsi parte di un paese egualitario, giusto e tollerante.

E cambiare la cultura è molto più difficile di cambiare una legge. Cambiare la cultura è molto più complicato e difficile. La promessa che vi faccio stasera è che questo governo è impegnato a fare entrambe le cose: cambiare la legge e lavorare per cambiare la mentalità. Il Partito Conservatore è assolutamente dalla vostra parte. La questione mi interessa moltissimo.

Perché i conservatori dovrebbero essere a favore del matrimonio gay, di Francesco Costa

Foto: JOHN THYS/AFP/GettyImages

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