Come cambiano i consumi in Cina

Quanto caffè bevono i cinesi? E quanto ne berranno nel 2015, di questo passo? Mangeranno più o meno riso e carne? Le risposte in un grafico dell'Economist

In questi anni di crisi economica, la Cina continua a essere un interessante punto di osservazione per capire come sta cambiando una delle più importanti economie del mondo e che influenza potrebbe avere sugli altri paesi industrializzati. Le previsioni sull’evoluzione dei consumi in Cina è in questo senso un buon indicatore, come spiegano sull’Economist citando i dati diffusi dagli analisti della società finanziaria Barclays Capital. Nel 2010 i cinesi hanno consumato circa 25mila tonnellate di caffè, meno di mezza tazza a testa, e un milione di tonnellate di tè. Il consumo di caffè, in media più costoso di altre bevande, è però destinato ad aumentare notevolmente: circa del 40 per cento entro la fine del 2015. Gli analisti prevedono che per allora la Cina consumerà circa 18 tonnellate di caffè per ogni miliardo di dollari di prodotto interno lordo (PIL) realizzato. Nel 2011 il dato era pari a 8 tonnellate per miliardo di dollari di PIL.

Il cambiamento riguarderà diversi altri consumi. L’ammontare di energia rinnovabile utilizzata per unità di PIL (“intensità”) sarà più del doppio, e il triplo per quanto riguarda quella nucleare. L’intensità dell’alluminio sarà del dieci per cento più alta grazie alla maggiore domanda di automobili e alla costruzione di nuove infrastrutture. Ci sarà, invece, una progressiva riduzione nel consumo di acciaio, carbone, petrolio e rame rispetto al PIL. In termini assoluti, l’utilizzo di questi materiali continuerà a crescere, si stima del 6 – 8 per cento ogni anno. Altri consumi subiranno diminuzioni, come nel caso del riso e delle carni bovine e suine.

foto: LIU JIN/AFP/Getty Images

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