Napoli, Tivoli, Venezia: storie di artistici disastri

di Filippomaria Pontani

Filippomaria Pontani racconta a chi è stata affidata una preziosa biblioteca, la montagna di rifiuti che incombe su Villa Adriana, e le navi da crociera che solcano prepotenti i canali veneziani

Da più parti si levano cori e appelli in favore di un migliore sfruttamento del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. Delle contraddizioni insite in taluni di essi (per esempio in quello, assai fortunato, promosso dal giornale di Confindustria) ha scritto con competente acume Tomaso Montanari, un coraggioso storico dell’arte che incontreremo in azione tra qualche riga: lo stesso concetto di “sfruttamento”, e la soggiacente idea – peraltro ampiamente messa in pratica – che la cultura rappresenti in via primaria un business, meriterebbero infatti più di una riflessione critica.

Qui intendo più modestamente presentare tre esempi che mi stanno a cuore e che conosco più o meno direttamente. Pur nella diversità (ma sono tra coloro che, giusto l’art. 9 della Costituzione, considerano alla stessa stregua l’integrità del paesaggio e l’integrità del patrimonio storico e artistico nazionale), essi testimoniano almeno tre realtà:
– preoccupanti carenze nelle istituzioni preposte al controllo e alla gestione dei beni culturali e dell’ambiente;
– una diffusa tendenza alla commistione di affari e logiche politiche all’interno di processi che dovrebbero avere per obiettivo esclusivamente la publica utilitas (non solo la bellezza e la memoria, ma anche la salute);
– la malcelata ostilità – che sfocia talora in vere e proprie forme di intimidazione – nei confronti di chi pone il problema (purtroppo sempre troppo pochi, soprattutto all’interno dell’ipergarantita casta degli intellettuali).
Forse chi lamenta la disaffezione dei cittadini rispetto ai partiti dovrebbe meditare sulla distanza tra la politica ufficiale (con alcune significative eccezioni) e i mille comitati e le mille iniziative popolari di cittadini che per fortuna in ogni angolo del Paese ancora si mostrano vigili sui destini del loro territorio e del loro passato. Del resto, come indica Salvatore Settis nel capitolo conclusivo del suo aureo Paesaggio Costituzione Cemento (Einaudi 2011), è proprio da quei comitati e da quelle iniziative che, forse, fia salute.
Faremo iniziare il Grand Tour, per una volta, dal Mezzogiorno.

1. Napoli. Nell’autunno 2011 dovevo consultare per ragioni di studio un codice greco del XV secolo conservato presso la Biblioteca Oratoriana dei Girolamini, nel cuore di Napoli. Non è un accadimento strano per un filologo: quella biblioteca è infatti uno degli istituti di cultura più venerandi d’Italia, ricco di codici, incunaboli, spartiti musicali raccolti a partire dal tardo XVI secolo; un patrimonio curato, ampliato e consultato per decenni, tra gli altri, da Giovan Battista Vico. Avevo già visitato come studioso la biblioteca nel 2000, e – pur nell’evidente sofferenza di un Complesso glorioso ma tormentato dal tempo e dalle vicissitudini storiche (nel 1980, proprio quando stava per risorgere a nuova vita come sede dell’Istituto di Studi Filosofici, alcuni terremotati occuparono stanze dell’attiguo convento, e l’Istituto fu allocato altrove) – tutto aveva funzionato a meraviglia, anche grazie alla solerzia di esperti bibliotecari.

Questa volta, invece, consultare il manoscritto sembrava un affare complesso: appuntamenti da fissare dopo settimane, disagi dovuti a una fase di “grande riordino” dei fondi promossa dal nuovo direttore, apparente difficoltà di reperire i singoli libri. Nel marzo scorso, finalmente, riesco a ottenere il permesso di esaminare il codice, e mi precipito a via Duomo 114, giusto davanti alla Cattedrale. Ciò che rilevo, nelle poche ore in cui mi trattengo, è quanto meno inquietante: cataste di libri gettati in terra nell’androne senza alcuna protezione (dettaglio singolare: le pile di volumi recano in cima opere novecentesche di scarso valore, e in basso preziosi esemplari del ‘600 e del ‘700), un certo viavai di oscuri personaggi, una generale impressione di disordine malcelata dai pur solerti funzionari. In compenso, un dépliant reclamizza una serie di “incontri culturali, letterari e simili” che aprono il complesso alla cittadinanza: presentazioni di libri, discussioni su temi religiosi, financo proiezioni di film.

«Questa disavventura del Vico, per la quale disperò per l’avvenire aver mai più degno luogo nella sua patria…»
(G.B. Vico, Autobiografia).

Una breve indagine sul web, stimolata da amici più addentro di me, aggiunge un tassello importante: dal 2 giugno 2011, infatti, la direzione della Biblioteca era stata affidata da don Sandro Marsano (il Conservatore che presiede all’intero Complesso dei Gerolamini, il quale è un Monumento Nazionale tutelato dallo Stato ma posseduto appunto dalla Congregazione oratoriana: di altissimo valore anche la Quadreria) al 39enne Marino Massimo De Caro, consulente riccamente retribuito del ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan, e ora del suo successore Lorenzo Ornaghi. Per combinazione, proprio in quei giorni di marzo esce un libro in cui De Caro ha un ruolo non trascurabile: ma non si tratta di un manuale di biblioteconomia o di uno studio su Vico, bensì de Il sottobosco, di Ferruccio Sansa e Claudio Gatti (Chiarelettere), una lettura peraltro istruttiva per gli intellettuali che nutrono ancora qualche illusione sulla reale caratura ideale della lotta politica in Italia. Lì, alle pp. 16-46, in base a risultanze di inchieste giudiziarie (peraltro ancora in corso) e ad intercettazioni telefoniche, si documentano ampiamente le attività del De Caro come mediatore nella compravendita di petrolio venezuelano per conto di Jacopo e Marcello dell’Utri e tramite contatti col latitante Aldo Micciché (noto faccendiere della ‘ndràngheta), nonché in altre più o meno edificanti opere di intermediazione economica e politica, peraltro consone alla sua qualifica di amministratore delegato della società Avelar Energy, del gruppo Renova. Meriti che nel 2008 per poco non fruttano a De Caro un seggio in Parlamento.

1 2 3 4 5 6 7 Pagina successiva »
Mostra commenti ( )