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Il nome della Macedonia

Il nome della Macedonia

La Corte dell'Aja ha dato torto alla Grecia dopo una lunghissima diatriba sul nome della ex repubblica jugoslava

17 dicembre 2011

Dopo una disputa durata oltre vent’anni la Macedonia ha vinto. La settimana scorsa la Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha dato torto alla Grecia, che nell’aprile del 2008 aveva posto il veto all’ingresso della Macedonia nella Nato a causa del nome del Paese, uguale a quello della famosa regione ellenica, sostenendo che ancora non era stato trovato un nome adeguato all’ex repubblica jugoslava. Macedonia è un nome che sia Atene che Skopje rivendicano orgogliosamente come patrimonio storico e culturale e che rimanda addirittura al conquistatore Alessandro Magno, la cui statua eretta la scorsa estate nella capitale macedone aveva aggravato la crisi diplomatica tra i due Paesi.

La Corte dell’Aja ha sentenziato che con il suo veto la Grecia non ha rispettato gli impegni presi nel 1995, quando si era convinta a non ostacolare il processo di adesione della Macedonia alla NATO e ad altre organizzazioni internazionali se quest’ultima avesse adottato il contorto acronimo FYROM (Former yugoslavian republic of Macedonia). Proprio dal 1995, dunque, la Macedonia ha lo status di paese candidato all’UE, ma per la diatriba con la Grecia sinora non è riuscita ad assicurarsi l’avvio dei negoziati di adesione. Comunque, già nel 2012 durante la conferenza dell’Alleanza Atlantica prevista a Chicago, la Macedonia avanzerà ufficialmente la sua candidatura per l’ingresso nella NATO.

Tuttavia, ha scritto l’Economist, non c’è molto da gioire. Innanzitutto, la Corte del’Aja non ha imposto alla Grecia di non opporsi in futuro all’ingresso della Macedonia in altre organizzazioni internazionali di cui è membro. La diatriba dunque resta ancora teoricamente aperta, anche per quanto riguarda l’ingresso della Macedonia nella NATO. E anche per quanto riguarda l’eventuale accesso all’Unione Europea, la situazione non sembra essere molto fluida. Certo, la Grecia che si è sempre opposta alla Macedonia nell’UE stavolta è bloccata da problemi interni molto gravi, come il rischio default e il commissariamento dell’Europa che, in qualità di creditore, potrebbe chiedere al governo del nuovo premier Lucas Papademos di allentare la presa. Ma, allo stesso tempo, anche l’Europa si trova in una crisi profonda e, dopo l’inclusione della Croazia prevista per il 2013, un nuovo allargamento dell’Unione Europea, almeno nei prossimi anni, sembra essere decisamente improbabile, secondo l’Economist. E molti Paesi si aggrapperanno a ogni scusa possibile per non far entrare il 29esimo membro. Anche alla disputa sul nome “Macedonia”.

Foto: AP/Boris Grdanoski

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  • brucekduke

    la grecia col casino che ha causato all’europa e dato il suo ingresso truccato nell’UE farebbe meglio a tacere sull’ingresso di altri paesi

  • lara8

    Non perchè abbia qualcosa contro la repubblica balcanica ma do pienamente ragione ai greci!Credo che per la Grecia il pomo della discordia non stia tanto nel nome Macedonia quanto nella pretesa che l’ex repubblica slava ha di voler “utilizzare” una storia non sua,fatti e avvenimenti che non le appartengono (secondo me solo per mere questioni di opportunità politica e “turistica”)giocando sul nome in comune!Lo dimostra il fatto che la Macedonia balcanica rivendica addirittura Alessandro Magno come proprio “conterraneo” arrivando perfino a pretendere un’origine slava dello stesso (qualcuno dovrebbe loro spiegare che i popoli slavi-e i macedoni balcanici lo sono-nel 300 a.c. stavano ancora nell’Europa orientale -orientativamente la Russia- e che solo MOLTI secoli dopo hanno iniziato a migrare!).Alessandro Magno e co.sono “figli della Macedonia che ha per capitale Salonicco(città così chiamata in onore di Thessalonika non a caso sorellastra di Alessandro!)ed è palese il fatto che si voglia giocare con la storia (altrimenti a Skopje non avrebbero eretto la statua di Alessandro visto che non c’entra nulla con la repubblica balcanica ne’ dal punto di vista culturale ne’dal punto di vista “geografico”!)I macedoni balcanici sono arrivati in quel territorio secoli e secoli dopo la dissoluzione dell’impero di Alessandro ed è come dire che un nord africano moderno dovrebbe sentire sua la storia latina (e rivendicarla) solo perchè secoli prima dell’invasione araba del nord Africa quello era territorio romano!Mi dispiace ma se io fossi greca (e conoscendo l’orgoglio greco)sarei infuriata quanto loro!

  • lara8

    Dimenticavo..il mio era una riflessione generale sulla diatriba Grecia-Macedonia e non sul fatto che la macedonia possa o meno entrare in Europa perchè in merito a ciò non ho alcuna opinione!

  • lara8

    “LA MIA” e non “il mio”..

  • cachorroquente

    Ho molta simpatia per la Grecia e molti amici greci. Proprio per questo posso dire con cognizione di causa che i greci SONO COMPLETAMENTE PAZZI. Su questo tipo di argomenti è impossibile ragionarci (altri esempi: i rapporti con i turchi e l’omosessualità di Platone e Socrate), e vi assicuro che ci ho provato.

    Le motivazioni di Lara8 mi sembrano assolutamente inconsistenti, posto che anche se fossero ragionevoli ci sarebbe comunque della cattiveria gratuita nell’imporsi su uno stato più piccolo ricattandolo perchè scelga il nome che più aggrada loro. Comunque:

    a) la Macedonia ex-yugoslava costituisce (cito da Wikipedia) “la metà nord-orientale della regione della Macedonia”, quindi da un punto di vista geografico hanno tutto il diritto di chiamarsi Macedonia, così come la repubblica dell’Armenia è solo una piccola parte dell’Armenia storica ecc. ecc.

    b) il fatto che ora in Macedonia ci siano popolazioni slave, e non i macedoni storici, mi pare irrilevante. In Egitto ora ci sono arabi, e l’antica lingua egizia sopravvive solo nella liturgia della chiesa copta; e non mi pare che nessuno imponga agli egiziani di chiamare il loro paese “Arabic Republic of Egypt” o qualcosa del genere.

    c) sinceramente non so (e non ho tempo di andare a vedere) quando gli slavi di Macedonia hanno deciso di chiamarsi Macedoni. Quello che so è che nell’Ottocento c’è stata la corsa alla rivendicazione di identità nazionali spesso farlocche, riscoprendo figure di dubbia storicità o inventando legami opinabili con popolazioni estinte. Mi pare un po’ triste che adesso di questo debbano pagare solo i macedoni, perchè sono uno stato piccolo e sfigato e la Grecia pone il suo veto.

    d) se proprio vogliamo dirla tutta, che gli antichi macedoni fossero greci (e non barbari) era, al tempo loro, controverso. Cito da wikipedia un famoso passo di Erodoto al riguardo:

    “I happen to know, and I will demonstrate in a subsequent chapter of this history, that these descendants of Perdiccas are, as they themselves claim, of Greek nationality. This was, moreover, recognized by the managers of the Olympic games, on the occasion when Alexander wished to compete and his Greek competitors tried to exclude him on the ground that foreigners were not allowed to take part. Alexander, however, proved his Argive descent, and so was accepted as a Greek and allowed to enter for the foot-race. He came in equal first”

    In sostanza, quando la Macedonia ha incominciato ad essere più forte politicamente, i suoi Re hanno preso a vantare discendenze da eroi mitici della storia greca, e sono stati accettati ai giochi Olimpici. Sta di fatto però che la lingua macedone era abbastanza diversa dal greco (anche se era di ceppo paleo-balcanico, non certo slavo) da porre il problema della grecità di Alessandro & co.

  • cachorroquente

    PS “ed è come dire che un nord africano moderno dovrebbe sentire sua la storia latina (e rivendicarla) solo perchè secoli prima dell’invasione araba del nord Africa quello era territorio romano!”

    Seguendo il tuo ragionamento, i libici dovrebbero smettere di utilizzare il nome “Tripoli”…

  • lara8

    @CACHORROQUENTE Ribadisco il fatto che non ho nulla contro i macedoni ne’ mi sembra un problema rilevante che usino il nome Macedonia o Repubblica di Macedonia però
    punto A) la Macedonia storica si estendeva su un territorio che oggi corrisponde a cinque diverse “regioni politiche”:la Grecia (la parte più ampia),Macedonia,la Bulgaria,la Serbia e l’Albania…quello che mi domando è perchè nessuna delle ultime tre,nonostante sia parte integrante della regione storica macedone,rivendichi origini con i macedoni dell’epoca di Alessandro Magno…forse perchè loro hanno ben chiara la storia e il fatto che la loro origine sia un’altra(non a caso macedoni,serbi,bulgari etc appartengono TUTTI al medesimo ceppo linguistico proprio perchè la loro origine è la medesima=slavi meridionali)?
    punto B) hai ragione quando dici che in Egitto la popolazione è ora per la maggior parte di origine araba ma la differenza sostanziale è che l’Egitto,nonostante le invasioni e il colonialismo,ha sempre mantenuto un legame continuo con la propria storia e cultura(anche perchè subendo delle invasioni la cultura originaria si sedimenta maggiormente come rivendicazione identitaria);inoltre l’Egitto stesso come Regno,Stato,Nazione,colonia o entità politica di qualsiasi specie ha attraversato i millenni in un un continuum,senza mai interrompersi…la Macedonia balcanica odierna era un territorio come può esserlo il chianti,il campidano etc che è via via appartenuto a varie “potenze politiche” e che ad un tratto dopo la seconda guerra mondiale viene fatta diventare provincia col nome di Vardar;solo dopo la seconda guerra mondiale viene chiamata Repubblica Popolare di Macedonia e il nome le venne imposto dall’allora Jugoslavia di cui farà parte…il nome Macedonia per questa odierna nazione non esisteva prima di allora(ne’ esistevano rivendicazioni su presunte origini “macedoni” da parte della popolazione!)
    punto C)penso esattamente come te(e l’ho studiato non solo in storia ma in filologia romanza)che l’ottocento e la corsa alle rivendicazioni di identità nazionali hanno creato miti duri a morire(ad esempio la presunta identità romanza della lingua rumena,talmente finta che poco meno di 100 anni fa in Romania si usava l’alfabeto cirillico!)e origini fantasiose di popoli;e sempre come te penso che la Grecia faccia male a porre il veto (infatti il mio precedente intervento faceva riferimento all’uso strumentale della storia che la Macedonia fa-secondo me per rendersi “credibile” come Nazione europea a tutti gli effetti- non al fatto che sia giusto il veto della Grecia!)
    punto D)l’antica Grecia era un coacervo di tribù di diversa origine(greci “autoctoni”+ioni,eoli,achei,dori etc) e anche le lingue(piuttosto dialetti)erano diversi;l’uomo greco ateniese si considerava diverso da quello della Beozia ma tutti riconoscevano una sorta di “matrice comune”.Gli studi sull’ antica lingua macedone sono frammentari perche’ sono poche le testimonianza scritte,molti propendono per classificarlo come un dialetto greco perchè tra le varie prove in una commedia del V sec a.c. chiamata “I MACEDONI” il dialetto viene presentato come greco,quello che si sa per certo è però che a partire da un certo periodo in poi i macedoni abbandonarono il loro dialetto per quello attico.
    I libici possono tranquillamente usare quel nome cosi’ come i macedoni balcanici possono tranquillamente utilizzare il nome Macedonia…diverso è secondo me,come è accaduto nell’ottocento appunto,inventarsi o voler far parte di una storia che nulla ha a che vedere con la propria…credo sia in primo luogo una questione di rispetto verso se stessi;nel momento in cui si pretende di appartenere alla storia di altri,per me,significa che non si ha rispetto per la propria e non le si attribuisce valore.

  • manlio

    I greci sono più pazzi di un cavallo ubriaco: ai miei amici ellenici ho sempre detto: “Se voi volete impedire alla FYROM di entrare nella NATO e nell’UE, che cosa dovremmo fare noi alla Romania, popolata da etnie slave, bombardarla?”
    E loro: “Si, la Romania non ha alcun diritto di chiamarsi col nome di Roma, ‘azzi vostri che non protestate, la Macedonia è Grecia e quelli sono slavi!”.
    Tra i vari nazionalismi, il panellenismo è uno dei più ridicoli e pericolosi per la sua pretesa di cancellare più di due millenni di storia ed ipotecarne l’eredità.