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— Italia

I paesi più corrotti del mondo

Un grafico dell'Economist combina gli indici di Transparency International: l'Italia si piazza così così, diciamo

3 novembre 2011

Ieri, 2 novembre, l’organizzazione Transparency International ha diffuso il suo annuale rapporto sulla diffusione della corruzione nel mondo. Basato su un questionario somministrato a 3.000 uomini d’affari in giro per il mondo, il rapporto analizza la situazione dei 28 paesi che contano per l’80 per cento del commercio mondiale relativamente alla corruzione percepita. I contratti percepiti come più sporchi, secondo il rapporto, sono quelli che coinvolgono il settore pubblico. L’indice che ne viene fuori si chiama Bribe Payers Index: è diverso dal più famoso Corruption Perceptions Index, che si concentra esclusivamente sui governi e il settore pubblico. L’Economist ha fatto un grafico mettendo insieme i due dati, e ottenendo così un quadro piuttosto completo e preciso. I punteggi sono attribuiti su una scala da uno a dieci, dove dieci corrisponde al minor livello di corruzione e uno al massimo livello di corruzione. L’Italia si piazza male nel secondo indice, un po’ meglio nel primo.

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9 Commenti

  1. amilcare

    Interessante vedere come alcune economie solide (SUI, NLD, GER..) incorporino pratiche commerciali scorrette e morali ipocrite.
    Il problema di fondo comunque é quello di definire cosa é una “bribe”, ha mille sfumatore e non tutte illegali.

  2. pendolare

    dunque la percezione della corruzione pubblica è più alta della percezione della corruzione totale in Italia, è questo il senso?

  3. pbm

    temo che amilcare abbia letto il grafico al contrario.

  4. karl

    credo pure io, certo che comunque potevano farlo al contrario il grafico, in alto a destra i cattivi, in basso a sinistra i bravi.

  5. karl

    strano solo che il corruption scende fino a 2,mentre il bribe parte da sopra a 6.

  6. maragines

    Da quello che si dice della faccenda la composizione del campione è fatta con i piedi.
    Il risultato è non una ricerca, ma mere chiacchiere da bar, un bar mal frequentato ovviamente…!

  7. propositionjoe

    E un qstionario somministrato a 3mila uomini d’affari in giro x il mondo dovrebbe essere rappresentativo della corruzione nei diversi paesi? Mah

  8. luzo

    Questo grafico è veramente mal spiegato. Il Bribe Payers Index (asse orizzontale) indica le aziende private che all’estero pagano delle tangenti. In questo Index ci sono pochissimi paesi (Nuova Zelanda, Danimarca, Svezia, Finlandia nemmeno compaiono), quindi non spiega se c’è o meno corruzione NEL paese, ma se le aziende di quel paese sono inclini a corrompere all’estero…
    L’asse verticale (Corruption perception Index) indica il livello di corruzione percepito nel settore pubblico del paese (i dati li trovate qui e sono molto più esaustivi: http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2010/results)
    Questo grafico non dice nulla di interessante, conferma solo che c’è un rapporto diretto fra l’onestà nei paesi di origine e l’onestà delle aziende di quel paese all’estero.

  9. amilcare

    Il grafico l’ho letto benino….
    Sulle ascisse mettono come a valore 10 “Never engaged in Bribery” e sulle ordinate a valore 10 “Least corrupted”.
    Facendo due piú due, vedo che NLD SUI e GER sono a valore 8.5-9 sulle ascisse, che significa che ammettono di pagare “bribes” per fare i loro affari, anche se poche, ma la loro percezione di essere corrotti é tra le piú basse.
    A livello di bar la deduzione potrebbe essere quindi un qualcosa tipo “Ammetto di pagare qualche “bribes” ma non mi sento in colpa…”.
    Il problema di questo tipo di analisi é che usa un termine ‘bribe” la cui traduzione ha in culture diverse significato e sfumature differenti.

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