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  • domenica 15 maggio 2011

La Turchia vuole filtrare Internet

Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro i filtri alla Rete che entreranno in vigore il prossimo 22 agosto

Migliaia di persone sono scese in piazza oggi in Turchia per protestare contro il nuovo pacchetto di filtri per Internet che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 22 agosto. Con la nuova legge ciascun utente sarà costretto a scegliere fra quattro filtri (bambini, famiglia, nazionale, standard) i quali daranno accesso solo a contenuti selezionati dall’Authority per l’informazione e la comunicazione tecnologica (Btk).

Le autorità sostengono che le nuove misure serviranno soltanto a impedire che i bambini possano entrare in contatto con materiale pornografico, ma per l’opposizione si tratta di un intervento censorio volto a limitare la libertà d’espressione dei cittadini e a esercitare un maggiore controllo sulle loro scelte. Yaman Akdeniz, attivista e professore di diritto all’Università Bilgi di Istanbul ha detto al quotidiano turco Hurriyet che «la decisione della Btk è priva di fondamenti legali», spiegando che l’authority non sarebbe nemmeno autorizzata a prendere provvedimenti del genere.

In Turchia è proibito l’accesso a migliaia di siti Internet e il paese è tra quelli “sotto sorveglianza” nell’ultimo rapporto di Reporters senza frontiere. Youtube è stato bandito per oltre tre anni perché conteneva video considerati oltraggiosi nei confronti di Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della Repubblica Turca. Lo scorso marzo le autorità avevano oscurato Blogspot, la piattaforma blog di Google.

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