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Il primo “Super WiFi” domestico

Lo usa una signora di Houston in Texas e permette di ricevere il segnale anche a chilometri di distanza

21 aprile 2011

foto di Jade Body/Rice University

Leticia Aguirre ha 48 anni, vive a Houston in Texas ed è la prima persona a utilizzare una connessione “super WiFi” nella propria abitazione, almeno stando ai tecnici della Rice University che hanno creato il collegamento. Il nuovo sistema in fase di sperimentazione permette di diffondere a maggiore distanza il tradizionale segnale WiFi, ampliando la copertura offerta da ogni singolo punto di accesso.

Fino a ora la signora Aguirre aveva utilizzato una connessione fornita dall’associazione senza scopo di lucro Technology For All (TFA) e la utilizzava principalmente per controllare il suo conto in banca, ma funzionava male, tanto da spingere la donna a richiedere la rimozione della sua antenna poco sfruttata. Poco prima che questo avvenisse, Aguirre è stata contatta dai ricercatori della Rice University e dai tecnici della TFA che le hanno chiesto se fosse interessata a provare il WiFi di nuova generazione.

Il Super WiFi non ha molto di diverso dal vecchio WiFi, funziona naturalmente senza fili e ti consente di collegarti alla rete come fai già a casa tua, in ufficio o dai punti di accesso pubblici. Come suggerisce il nome, il sistema è però molto più potente e questo grazie al fatto che utilizza frequenze radio diverse dalle solite con frequenza compresa tra i 2,4 GHz (gigahertz) e i 5 GHz. La Federal Communication Commission (FCC) ha infatti messo a disposizione negli Stati Uniti le onde tra i 50 MHz e i 700 MHz, che consentono di trasmettere il segnale WiFi a maggiore distanza.

Le nuove frequenze sono diventate disponibili in seguito al passaggio dalla televisione analogica a quella digitale. Da quando si sono liberate le frequenze, società come Google hanno fatto pressioni sulla FCC per ottenere questi spazi tra le frequenze di un canale televisivo e di un altro. Il WiFi tradizionale consente di trasmettere il segnale fino a una distanza di qualche centinaio di metri, mentre il Super WiFi permette di far viaggiare il segnale per diversi chilometri perché ha una frequenza più bassa e subisce meno la presenza di muri e altri ostacoli, come avviene per le trasmissioni radiofoniche. Il sistema è veloce e potrà consentire di scaricare dati a una velocità di 20 megabit per secondo, cioè circa sei minuti e mezzo per scaricare un film in qualità standard.

Google ha da tempo avviato i primi test per la nuova tecnologia e diversi centri di ricerca e università, come quella in Texas, stanno sperimentando il sistema. A causa degli alberi e della collocazione della casa, Leticia Aguirre non riceveva bene il segnale WiFi tradizionale e questo le impediva di usare spesso Internet. Questa condizione ha fatto della donna il candidato ideale per sperimentare la prima connessione Super WiFi in una abitazione civile.

L’antenna è stata installata un paio di settimane fa e quelli della TFA e della Rice University hanno dato alla donna un iPad (senza connessione alla rete cellulare) per provare il Super WiFi. Il nuovo tipo di connessione le consente di vedere video, scaricare musica, sincronizzare le email e navigare sul Web senza intoppi, in qualsiasi punto della casa. La nuova tecnologia inizia a dimostrare le proprie potenzialità, ma non è ancora chiaro quando sarà disponibile a livello commerciale negli Stati Uniti. Saranno necessari ancora test e prove per verificare che il segnale non disturbi quello delle emittenti televisive.

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8 Commenti

  1. claudbohm

    Se la signora Agueirre avesse fatto una cosa del genere in Italia probabilmente l’avrebbero arrestata…

  2. plato

    qua i provider wifi hanno chiuso le porte del router e filtrato il traffico. un altro mondo: l’inferno

  3. Forse non ho capito bene, ma mi sfugge la differenza con il famoso (famigerato?) wi-max, che in teoria funziona in italia da qualche anno

  4. pulce

    @JOHNDOE

    Il super WiFi penso sia un caso particolare di WiMax; in Italia il WiMax può utilizzare solo le frequenze tra 3,4 e 3,6 GHz.

    Il WiMax inoltre usa un protocollo di connessione chiamato 802.16, diverso da quello dei router domestici e del super WiFi, l’802.11 b/g/n.

  5. @ PULCE: sì, e grazie delle specifiche tecniche ma….in fin dei conti…. Poi vabbè, i cellulari in europa vanno a 1800 e in usa a 1900, ma il lavoro che fanno è lo stesso. Come nel nostro caso.

    È ovvio che la frequenza degli AP domestici non ce la farebbe di fronte ad ostacoli un po’ densi, a meno di usare potenze che friggono i gabbiani in volo, hai presente i radar navali aegis? :-)
    Ma è anche vero che, come dicono i vecchi radioamatori, non esiste apparato più potente della sua antenna. Nella mia ignoranza resto convinto che sempre di wi-max parliamo.

  6. Se diminuisce la frequenza, a quanto leggo di un fattore 10, diminuisce corrispondentemente la banda, cioe’ i dati che riesco a farci passare. Per questo mi sembra da verificare il 20 megabit al secondo.

    Detto questo, mi sembra un’ottima cosa ampliare la portata e diminuire la banda. Avessi il mio wifi per 5 km potrei andare a lavorare al parco e stare connesso con la mia LAN!

  7. @ dalecooper: tecnicamente sarebbe banale, ma il problema diventa legale. È pur vero che se il 20% dei possessori di un AP facessero il tuo ragionamento, avremmo discrete emissioni aggiuntive (digitale terrestre, telefonini ecc.) in giro. Unisci questo alla legislazione più restrittiva in europa, che è mediamente più restrittiva di quella americana…
    …e fai la fine di radio vaticana, 20 anni in tribunale accusato di genocidio.
    Ci vogliono nervi saldi, studi legali e portafoglio gonfio, per lavorare al parco :-)

  8. plato

    http://www.townet.it/prodotti/108/108-30-hs.html questo è una specie di ibrido, gestisce entrambi i tipi di wifi. forse non tutti i provider italiani di wimax rispettano le regole sulla frequenza

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