Il Post
— Cultura

«Io sono Febbraio»

di shane jones

È uscito per Isbn Edizioni il romanzo di Shane Jones sull'inverno e le mongolfiere

Vi proponiamo le prime pagine

25 gennaio 2011

Sedemmo sulla collina.
Guardammo le fiamme

all’interno dei palloni riscaldare

il tessuto di colori al neon.

I bambini giocavano
alla Profezia.

Indicavano buchi vuoti nel cielo e aspettavano. A volte i palloni si accendevano tutti insieme producendo l’effetto-ombrello della sera sulla città sottostante, i cui edifici si stavano riempiendo della tristezza di Febbraio. Notti come questa moriranno presto, mi sussurrò Selah all’orecchio. Le giornate si fecero più fredde, le nuvole più dense. Sedemmo sulla collina. Guardammo le fiamme all’interno dei palloni riscaldare il tessuto di colori al neon.

Notti come questa moriranno presto, disse Bianca.

Corse via dal bosco dove aveva visto tre bambini torcere la testa ai gufi. Notti come questa moriranno presto, dissero i macellai, marciando giù per la collina.

Ci sedemmo per l’ultima volta a guardare i palloni, i colori al neon cuciti nella nostra mente. Urla di maiali e finestre in frantumi in tutta la città. Un grugno, enorme e rosa, incrociò il fianco di un pallone lungo la sua traiettoria. Il tessuto si tese attorno alle narici scure e si fermò appena prima di strapparsi; il grugno rimase lì. Eppure, i bambini si misero in riga con le lanterne alzate a guardare la prima nevicata di Febbraio coprire i campi coltivati.

Selah chinò la testa. Selah giunse le mani in grembo. Selah guardò la nuca dei bambini e vide che il ghiaccio: formava nodi nei loro capelli.

Possiamo soltanto pregare, sussurrò Selah.

Guardai Selah e ricordai i fiori di tarassaco infilati tra i suoi denti. Pensai a un sole che brucia, a un iceberg che si scioglie tra le sue mani giunte.

Si tennero per mano. Formarono dozzine di cerchi attorno alle braci dei loro palloni sgonfi. Mongolfiere, globi di seta color magenta, verde erba e azzurro cielo, erano coperti di fango, bagnati di acqua santa e bruciavano neri attraverso le cuciture. Bianca disse Non capisco. Thaddeus disse Nemmeno io. È opera di Febbraio, chiese lei. Può darsi, disse Thaddeus mentre guardava il cielo. Un rotolo di pergamena venne affisso al tronco di una quercia: proclamava la fine di tutte le cose in grado di volare. In città tutti si raccolsero attorno all’albero per leggerlo. Trombe gemevano dal bosco. Uccelli cadevano dai rami. I preti percorrevano la città brandendo asce. Bianca si attaccò alla gamba di Thaddeus e lui la afferrò sotto le braccia e la tirò su e le disse di tenersi stretta al suo collo come un albero bambino e poi si mise a correre. Dietro casa, i palloni erano distesi a terra. I cesti fatti a pezzi dalle asce. I preti intinsero le lanterne nel tessuto dei palloni. Thaddeus, Selah, Bianca e altri della città formarono un cerchio tenendosi per mano. Febbraio, ripeterono finché non divenne una cantilena. Finché tutti non immaginarono un alberello germogliare dal centro dei loro palloni in fiamme.

I preti scesero dalla collina ed entrarono in città. Si fermarono a scuola e poi in biblioteca. Confiscarono i libri di testo e strapparono le pagine che parlavano di uccelli, macchine per volare, dirigibili, streghe sulle scope, mongolfiere, aquiloni, creature mitologiche alate. Accartocciarono gli aeroplanini di carta che avevano costruito i bambini e gettarono le pagine in una fossa infuocata nel bosco. I preti affondarono le pale rugginose e appuntite nel cumulo di terra e riempirono di nuovo la fossa. Alcuni dei preti sentirono le lacrime solcare le loro guance, ma non provarono tristezza. Altri imposero alla propria mente di disfarsi del ricordo del vento. Inchiodarono un secondo rotolo di pergamena a un’altra quercia. Dichiarava che tutte le cose che possedevano la capacità di volare erano state distrutte. Diceva che nessun abitante della città avrebbe dovuto parlare del volo, mai più.

Era firmato: Febbraio.

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  • suro

    c’è un errore nel link alla “pagina seguente” e “pagina successiva”: nell’indirizzo della pagina manca la s di jones, nel link invece c’è e quindi non trova la pagina…

    Corretto, grazie.

  • icepick

    ho notato che la ‘stampa’ italiana si dimentica sistematicamente di indicare i traduttori dei libri che segnala, come anche ora. a differenza della stampa ‘anglosassone’ cui spesso si ispira. come mai questa differenza di sensibilità?

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  • Luca Sofri

    Abitudine. Ma pessima abitudine, hai ragione.

  • icepick

    noto che poi avete indicato anche la traduttrice. c’è da gioirne. peraltro, se da una parte tale menzione è comunque buona abitudine, dall’altra essa costituirebbe addirittura obbligo ai sensi della legge sul diritto d’autore (art. 70.4) per chi faccia una citazione o una riproduzione di brani o parti dell’opera tradotta. sospetto che molti manco lo sappiano. ma il punto è anche un altro e riguarda l’efficacia della segnalazione: sapere il nominativo del traduttore al lettore (forse a quello sofisticato qual è il visitatore de Il Post…) può essere utile al fine di orientarsi nell’eventuale acquisto. ciao