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Cos’è Tumblr

A metà tra un blog e un social network, continua nel suo piccolo ad accumulare utenti e contenuti

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Non ha le restrizioni di Twitter, non genera il gravoso senso di responsabilità instillato dal possedere un blog, è facile da usare ed è uno dei sistemi più semplici per raccogliere o scoprire quanto di interessante gira su internet: Tumblr è l’anello di congiunzione tra il blog e il social network, ospita contenuti di qualsiasi natura e mette in contatto tra loro gli utenti. Dopo una prima fase in sordina, che ha impostato tono e livello dei contenuti, sta conquistando un’utenza sempre più ampia grazie all’estrema semplicità d’uso. Secondo i fondatori il numero di nuovi utenti si aggira intorno ai 30.000 quotidiani, anni luce di distanza dai numeri che fa un colosso come Facebook ma comunque un ottimo risultato per un servizio che è sempre stato un po’ di nicchia.

La caratteristica di Tumblr è che difficilmente viene usato per pubblicare contenuti originali: la funzione di “reblog”, simile al “condividi” di Facebook, permette di pubblicare sul proprio blog il contenuto già postato da un altro utente; con un solo click è possibile preservare non solo la fonte del contenuto, ma mantenere traccia di tutti i passaggi precedenti.

Le pagine principali che l’utente medio di Tumblr usa sono due: quella del proprio blog personale (nomeutente.tumblr.com) e la dashboard, che raccoglie, in ordine cronologico, i contenuti pubblicati dagli altri utenti che si è deciso di seguire: da questa pagina è possibile contrassegnare i contenuti con un like, salvandoli nel proprio archivio, o ripubblicarli sul proprio Tumblr. È possibile anche pubblicare contenuti propri, anche se raramente viene usato come mezzo per pubblicare resoconti della propria vita privata. Spesso i creativi lo usano come portfolio, ma è possibile pubblicare contenuti di qualsiasi tipo: testi, immagini, citazioni, link, conversazioni in chat, musica o video.

Vi si trova moltissima grafica e fotografia, un po’ di politica, webcomic, immagini e citazioni tratte da film e serie tv, tante canzoni famose e altrettante semisconosciute, video. Spesso è fonte di ispirazione, ma diventa anche una cassa di risonanza e moltiplicazione dei meme, i fenomeni di internet che esplodono all’improvviso e che, per un determinato periodo di tempo, sembrano essere ovunque (qui una lista). Nel tempo, come spesso accade, gli utenti hanno sviluppato un loro linguaggio, delle linee guida di comportamento: sempre linkare la fonte; Tumblr non è un luogo di ritrovo virtuale tra gente che già si conosce, quindi un numero sempre crescente di utenti cerca di scrivere in inglese; una serie di scherzi e battute ricorrenti risultano incomprensibili a chi non usa il servizio.

Ovviamente tutto il mondo è paese, e internet di più: chiunque può aprire un Tumblr nel giro di due click, quindi non è più (e forse non lo è mai stato) un’oasi di qualità e rispetto reciproco. Addirittura è nato you-are-a-tumblr-thief (“sei un ladro di tumblr”), un blog che si occupa esclusivamente di smascherare chi pubblica come propri i contenuti di altri autori.

Al contrario di Twitter, che è stato invaso dalle celebrità e spesso usato come mezzo di autopromozione e comunicazione con i fan, sono ancora poche le persone famose che usano Tumblr: tra queste il cantante John Mayer (che si dichiara dipendente da Tumblr), l’attore Joseph Gordon-Levitt, il fotografo Terry Richardson. E tra i pochi utenti italiani c’è anche Max Pezzali.

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