È stato un tormentone accessorio delle conversazioni sui mondiali, assieme alla vuvuzela e al polpo Paul: la qualità imbarazzante dei programmi Rai dedicati alle partite, dalle telecronache ai commenti in studio. Una supersagra della salsiccia aviotrasportata in Sudafrica, e per fortuna la sconfitta della Nazionale ha evitato danni maggiori.
Ma i commenti negativi non sono mancati mai e oggi è arrivata una vera giornataccia per la Rai, attaccata su due dei tre maggiori quotidiani nazionali (il terzo ci aveva già pensato in precedenza): da Andrea Scanzi sulla Stampa e da Aldo Grasso sul Corriere della Sera.
Dell servizio offerto dalla Rai sembra non si possa salvare nulla. Dal contratto che ha previsto la trasmissione di un’unica partita al giorno, alla scelta di telecronisti e commentatori tecnici, passando per l’ingente e in parte superfluo dispiego di inviati in Sudafrica. Scanzi commenta così:
In Sudafrica [la Rai] ha inviato 171 inviati, ma gran parte degli opinionisti non si è mossa dagli studi televisivi: poteva restare in Italia (risparmiando). Il basso profilo è stato un fallimento, non una scelta. Bartoletti fissava la telecamera inseguendo sguardi arguti, Zazzaroni sciorinava luoghi comuni cotonati, Failla spargeva valium nell’etere. Su tutti, Salvatore Bagni, infaticabile farfugliatore di sillabe, patriottismo becero e timbrica cacofonica. Su Youtube spopolano le sue perle. Un bestiario che avrebbe anche il suo fascino, se solo non fosse tristemente involontario.
L’approfondimento (?) era affidato a Notti Mondiali, dove Galeazzi & Costanzo l’hanno buttata deliberatamente in caciara. Orchestre mariachi, tifosi esagitati tipo 90° Minuto quando c’era ancora Luigi Necco. Una tivù rimasta a trent’anni fa, forse perché consapevole di non avere futuro.
Aldo Grasso, allo stesso modo, critica il pessimo parco commentatori: il povero Bagni — sempre lui — su tutti.
Salvatore Bagni, uno che sa tutto di calcio ma che è completamente privo di autorevolezza: le sue osservazioni sono quelle tipiche che si sentono in un qualsiasi Bar Sport della riviera romagnola, le sue contraddizioni si manifestano più veloci di una ripartenza, e certe sue espressioni appaiono degne del rosso diretto.
Non che i commenti di Fulvio Collovati o Beppe Dossena (l’unico ex torinista con l’aria antipatica) fossero migliori, anzi (domanda interessante: chi l’ha scelti e con quali criteri?). Speriamo solo che i criteri con cui è stata decisa la spedizione sudafricana non siano i soliti vigenti in Rai, cioè politici: però qualcuno dovrebbe dirci cosa ci facevano a Johannesburg Ubaldo Righetti, Carlo Longhi, Daniele Tombolini, Sandro Mazzola, Serse Cosmi e gli irreparabili Marino Bartoletti e Ivan Zazzaroni.
Le liti quotidiane fra Tombolini e Collovati restano fra le cose più stomachevoli che la Rai ha saputo regalarci. Stiamo parlando, ovviamente, anche del triste teatrino inscenato ogni sera a piazza di Siena tra Bisteccone Galeazzi e Maurizio Costanzo.
Antonio Dipollina, critico televisivo di Repubblica, alle esibizioni dei commentatori Rai dedicava addirittura parte della sua rubrica quotidiana dei mondiali, e le aveva commentate così:
Si cerca di parlare con qualcuno dei protagonisti del MondialeRai in tv. Si chiedono lumi: «È proprio necessario abbassare la soglia del ritegno così spesso e volentieri e fare, come diceva Arbore, ‘ o show?»
Sul Post ne aveva scritto Francesco Costa (“La copertura dei mondiali in Sudafrica da parte della RAI è veramente il punto più basso raggiunto dal servizio pubblico”), citando un articolo del Foglio, che definiva Notti Mondiali “una cosa a metà tra un reality Rai e un circolo canottieri romano.” Luca Sofri ne aveva invece scritto la settimana scorsa su Vanity Fair.




171 inviati? Ditemi che non è vero, ché mi si rovina la giornata.
Per i fortunati abitanti del nord-est del Piemonte (e magari, suppongo, anche della Lombardia settentrionale) c’era l’opportunità di vedere TUTTE le partite del Mondiale sulla RSI, la televisione nazionale svizzera, grazie al digitale terrestre. Un commentatore solo (raramente c’era una spalla), due esperti in studio, qualche concessione al dibattito per le partite serali.
A me non mi toglie dalla testa nessuno che anche queste pietosissime trasmissioni non facciano parte di un lucido disegno. Quello di renderci tutti dei perfetti idioti. E ci manca poco, semmai manchi ancora qualcosa.
Piti, te li fai troppo intelligenti.
Considera solo che la testa della Rai è a Roma (digaa…), e ho detto tutto.
Piuttosto, secondo me si pone con urgenza il problema del canone: ma siamo davvero sicuri di dover pagare, a fronte di un “servizio” così scadente?
Non trovo che 171 inviati siano troppi. Altre nazioni ne avevano anche di più.
Dossena , Collovati , Boniek , sono persone che sanno di calcio , in un contesto serio potevano portare commenti tecnici importanti ma purtroppo dovevano seguire il copione della caciara ( vedi le “finte liti” tra Tombolini e lo stesso Collovati , i quali quando non inquadrati sghignazzavano).
A me inquieta la presenza dell’ ex piduista Costanzo ( si ex piduista!) che di calcio non capisce una mazza , un po’ rinco…..o ma
sempre padrone della tv . Che sia lui ad aver scelto la linea caciaresca della quale molto pratico?
Salvatore Bagni è il peggior commentatore mai ascoltato sulla Rai. Nella finale si è superato: Civoli non riusciva a farlo stare zitto…
Concordo con Roberto Monassero a proposito della RSI: telecronisti fantastici, professionali ma capaci di farti cadere dalla sedia dalle risate con quattro parole azzeccate… fantastico l’aneddoto sulla moto ad olio di colsa del portiere James durante Germania-Inghilterra (“se vedete sfrecciare una friggitrice su una strada inglese è probabile che quello sia Calamity James”).
Prometeo lavora alla Rai, non c’è altra spiegazione.
@ massimo55
Perchè ? ti sembra un commento pro RAI? Ho solo scritto cose che pensavo , magari stupide , ma sembre meglio di due righe .. di pipi’ :-)
Si chiama olio di colza, con la “zeta”.
colza, pardon