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Spoiler, urgono regole chiare

Il caso di Lost ha fatto esplodere la questione di quando si può parlare di "come va a finire"

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“Spoiler” è un termine gergale per qualunque elemento di un riassunto o descrizione di un’opera di fiction che riveli dettagli della trama che suggeriscano la conclusione di una parte di quell’opera o dell’intera opera stessa.

Dice così Wikipedia. Spoiler viene da “to spoil”, rovinare, ed è diventato un termine di uso frequentissimo per definire un rischio che una volta era molto meno frequente di quanto sia oggi: quello che qualcuno vi racconti come va a finire. Come va a finire un film, una serie tv, un libro, una partita.

ATTENZIONE, SPOILER: CHI NON HA VISTO PSYCHO NON PROSEGUA

La prima introduzione del termine spoiler che Wikipedia ricordi è del 1971, quando la rivista National Lampoon pubblicò una lista di finale di famosi film, intitolandola “Spoilers”. Ma è soprattutto con internet che la denominazione ha subito una grande diffusione: la crescita dei contenuti e delle recensioni prodotte in tempi rapidissimi ha fatto sì che il rischio di conoscere il finale di un’opera ancora da godere aumentasse moltissimo, leggendo cose in giro. Prima, invece, l’occorrenza più frequente di questo rischio riguardava gli eventi sportivi trasmessi a orari notturni che i fans sceglievano di vedere in registrata il giorno successivo, e le stesse televisioni non ne comunicavano gli esiti timorose di perdere pubblico.

Oggi gli avvisi di spoiler in arrivo nel testo di articoli, post e recensioni online sono diventati molto frequenti, e anche la maggiore familiarità con la visione di film e serie televisive appena usciti negli USA e ancora da programmare nelle sale o sulle tv italiane ha complicato la cosa. La sensibilità agli spoiler è aumentata a livelli di intransigenza giustizialista, in alcuni casi: e in questi giorni di finale di Lost, si è combattuta una vera guerra a forza di minori e maggiori cautele tra chi voleva discutere di come fosse finita o raccontarlo, e chi doveva ancora guardare l’ultima puntata e non voleva rovinarsi le sorprese eventuali.

In questo caos di attenzioni e sensibilità in cui qualunque annuncio rischia di diventare uno spoiler – metteteci l’umana recente attitudine a impossessarsi di notizie di prima mano per il gusto di segnalarle per primi – ed è diventato difficilissimo trovare dei criteri di amnistia temporale o qualitativa per le rivelazioni: se ora vi diciamo come finisce Via col vento e qualcuno di voi non l’ha mai visto, è uno spoiler? Quanto tempo deve passare prima che si possa mettere nel titolo di un post l’allusione alla scena finale di Lost? Si può dire che la mamma di Psycho è lui con la parrucca? E il Post potrà annunciare chi ha vinto le finali del baseball la mattina dopo? E il monologo di Santoro, se qualcuno lo avesse voluto vedere la notte, tornato da una cena al ristorante?

Urgono regole chiare.

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