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  • lunedì 3 maggio 2010

“Se vincete ve menamo”

Gli editoriali sportivi sono unanimi: quella di ieri non è stata una partita vera

Ieri sera l’Inter ha battuto la Lazio all’Olimpico, ottenendo un risultato molto importante ai fini della vittoria dello scudetto. Fin qui, niente di strano: l’Inter è la squadra schiacciasassi che ha battuto Chelsea e Barcellona, la Lazio è quartultima in classifica e in casa ha perso contro squadre ben più deboli dell’Inter, come Parma, Cagliari, Bari e Catania. La cosa singolare è un’altra: i tifosi della Lazio hanno incitato i giocatori dell’Inter, esultato per le loro reti, hanno fischiato il portiere che tentava di opporre una qualche resistenza, minacciato l’attaccante che mostrava una qualche vitalità e alla fine goduto della loro stessa sconfitta, che rende proibitiva la rimonta della Roma. Gli editoriali sportivi sui giornali di questa mattina sono unanimi. Primo: non è stato un bello spettacolo. Secondo: forse, condizionati da una tale pressione, gli stessi giocatori biancoazzurri non si sono poi impegnati granché (alcuni l’hanno anche candidamente ammesso).

L’editoriale di Alberto Cerruti sulla Gazzetta si intitola “Partita surreale” e dice:

Chi ama lo sport, prima del calcio, non può fare festa osservando la pacifica obbedienza della Lazio ai propri tifosi, che l’invitavano a perdere per infrangere gli ultimi sogni di Totti e compagni. […] L’Inter probabilmente avrebbe vinto lo stesso e probabilmente molto meglio. Ma il clima surreale in cui si gioca abbassa anche i valori tecnici. […] E’ vero che il pareggio dell’Atalanta nel pomeriggio toglie ai biancocelesti la feroce necessità di battersi per la salvezza, ormai a portata di mano. E soprattutto è vero che nemmeno i tifosi dell’Inter sarebbero contenti di indirizzare uno scudetto al Milan con una loro vittoria, ma a tutto c’è un limite. Purtroppo, invece, questo limite viene superato dal comportamento passivo di quasi tutti i giocatori della Lazio, forse troppo sensibili ai cori “se vincete ve menamo” scesi dalla curva.

Così Roberto Beccantini sulla Stampa, in un articolo intitolato “Partita farsa, la Lazio fa un favore all’Inter”:

Avrebbe dovuto essere l’ultima trappola, la sfida con la Lazio: è stata un’amichevole. L’Inter l’ha superata con un agio pari alle occasioni sciupate, agevolata dal pareggio di Atalanta-Bologna che aveva contribuito ad alleggerire la classifica degli avversari, teneri come tutti i naufraghi tratti in salvo. Ai gol di Samuel e Thiago Motta, i tifosi laziali hanno esultato più degli interisti. […] L’Olimpico ha cantato Mourinho, «uomo vero in un calcio finto», con allusione involontaria alla partita in corso.

Mario Sconcerti sul Corriere della Sera, “La Lazio non è stata l’avversario che doveva”:

L’Inter ha vinto all’Olimpico perché è nettamente più forte della Lazio e resta la squadra migliore del campionato, ma ieri la Lazio non è stata l’avversario che doveva. Squadra morbida, nessuna forma di pressing; l’Inter è arrivata con facilità al tiro nonostante avesse una formazione strana e chiaramente stanca. D’altra parte il popolo della Lazio alla squadra non chiedeva che questo: perdere.

Massimo Mazzitelli su Repubblica, “Ai piedi dei tifosi”:

Storia di una sconfitta annunciata. Storia di una partita surreale, che ha segnato una pagina nera per il nostro calcio. Nessun accordo per dividersi  punti che potevano servire alle squadre. No,  all’Olimpico c’era una squadra che voleva perdere perché temeva la reazione dei tifosi. Fermare l’Inter e regalare lo scudetto alla Roma poteva costare caro ai giocatori della Lazio. […] Ma i tifosi non vanno in campo, le loro logiche sono diverse, lo sfottò vale più dei principi dello sport. Difficile da capire e giustificare è l’atteggiamento della Lazio. Hanno detto che l’Inter è forte e  ha vinto con le sue forze, ma la partita ha detto cose diverse. Marcature e ritmo da amichevole. Una squadra che si è fatta condizionare dall’ambiente. In un anno povero di risultati per la Lazio, una sconfitta è stato il regalo più bello ai suoi tifosi. E’ sport? La considerazione più amara è che a Roma per l’ennesima volta la piazza, i tifosi, sono stati in grado di determinare  la volontà dei giocatori. Qualche anno fa riuscirono a far sospendere un derby. Quel secondo tempo di Lazio-Inter resterà come una delle pagine più brutte della storia laziale e del calcio italiano.

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