Terrorismo in salsa social tra India e Pakistan

Sul profilo di Facebook dell'organizzazione terroristica si parla di jihad e dei territori contesi tra India e Pakistan

Il sito web ufficiale della Lashkar-e-Toiba era stato oscurato dalle autorità pakistane dopo gli attentati di Mumbai

Il terrorismo in India non risparmia Facebook. L’organizzazione terroristica Lashkar-e-Toiba, divenuta tristemente celebre nel 2008 per gli attentati a Mumbai che costarono la vita a 175 persone, è nuovamente raggiungibile online grazie a una fan page pubblicata sul trafficato social network. Il portale gestito dall’organizzazione era stato rimosso dalle autorità pakistane in seguito agli attentati di due anni fa.

La visibilità su Facebook per Lashkar-e-Toiba è offerta da Jamaat-ud-Dawa, una organizzazione islamica ufficialmente impegnata in opere di carità, ma ritenuta una semplice copertura dalle Nazioni Unite. Secondo l’Hindu, lo spazio sul social network sarebbe utilizzato dagli attivisti del movimento per fare propaganda e assoldare nuovi sostenitori.

Negli ultimi giorni di marzo in cui si festeggiava l’anniversario della risoluzione che portò alla formazione del Pakistan, sul profilo sono comparse dichiarazioni riferite a un “debito ancora da onorare”. Sull’immagine del Taj Mahal Hotel di Mumbai in fiamme, l’albergo degli attentanti del 2008, una scritta spiegava l’entità del debito: «Kashmir libero dal nemico». L’area geografica è oggetto di una lunga contesa tra India e Pakistan, che ne rivendicano la sovranità.

Alcune mappe, sempre postate su Facebook, illustrano i territori che secondo l’organizzazione dovrebbero appartenere al Pakistan come il Nepal, il Bangladesh e parte dell’India meridionale. Non mancano le dichiarazioni che inneggiano alla jihad e le profezie su un esercito che attraverserà l’India conquistandone i tesori.

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