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  • sabato 3 aprile 2010

Si riapre Calciopoli, anche Moratti nelle intercettazioni

Moggi: "Tutti colpevoli o tutti innocenti". Bergamo: "L'ho sempre detto, parlavo con tutti"

Gli inquirenti: "Opera di disinformazione allo stato puro. Parlare al telefono non è reato"

“Il contenuto delle due telefonate in questione non è particolarmente rilevante. Quello che pesa, e parecchio, è che a parlare siano Bergamo e Moratti.” È il commento del giornalista della Gazzetta dello Sport Ruggiero Palombo sulla vicenda Calciopoli, riaperta in questi giorni al tribunale di Napoli. Quando scoppiò il caso nel 2006, Moratti affermò di non essere coinvolto in rapporti con i designatori, tantomeno di aver ricevuto favori.

La linea della difesa di Moggi è tesa a dimostrare che i rapporti tra dirigenti e arbitri erano comuni a più squadre, compresa l’Inter, e non solo alle quattro condannate Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina. Dopo aver sbobinato centinaia tra le 171mila telefonate intercettate, gli avvocati dell’ex direttore generale bianconero hanno trovato e trascritto conversazioni tra Moratti, Facchetti e l’ex designatore degli arbitri Paolo Bergamo. Il 13 aprile la procura deciderà se acquisirle agli atti, e di conseguenza cambiare probabilmente le sorti del processo.

Sulle pagine dei giornali è già finita una delle intercettazioni, in cui Bergamo annuncia a Moratti l’arbitro designato per la partita di Coppa Italia Inter—Bologna, poi vinta dai nerazzurri per 3 a 1. Leggere conversazioni amichevoli e ossequiose tra personaggi che dovrebbero avere rapporti professionali è sempre straniante, ma nella telefonata in questione non sembra esserci nessun illecito sportivo. Più corpose sono altre due intercettazioni, pubblicate sul sito filojuventino ju29ro.com, in cui Moratti e Bergamo prendono accordi per un incontro privato. Se queste dovessero rivelarsi le intercettazioni più “calde”, magari lasciate trapelare volontariamente alla stampa per far tornare il caso sulle prime pagine, non è sicuro che ci siano gli estremi per una rivoluzione del processo.

Fonti anonime degli inquirenti che hanno condotto l’inchiesta affermano infatti che si tratta di “un’opera di disinformazione allo stato puro. Il reato non è parlare al telefono, ma è reato quando si stipulano accordi illeciti. Le vittime non possono essere trasformate in autori del reato”. Sono scattate le proteste dei fan juventini, capitanati dalle dichiarazioni del numero 10 Alessandro Del Piero, che commenta così le nuove vicende: “Riapriamo una ferita, un argomento che non può essere spiegato in una risposta. Effettivamente nell’ultimo mese si stanno susseguendo alcune dichiarazioni che fanno pensare a qualcosa di diverso dalla sentenza. Finora le cose sono andate in un modo e mi auguro che i due scudetti ci vengano riconosciuti a livello globale. Sono speranze e idee, ma dobbiamo attenerci ai fatti. Quando e se cambieranno i fatti, allora potremo eventualmente gioire”.

Decisamente meno pacato è Christian Vieri che, parallelamente all’uscita delle nuove intercettazioni, chiede alla Procura Federale della Fgci la revoca dello scudetto 2005/06 assegnato all’Inter, e l’interdizione di Moratti e del vicepresidente Ghelfi dalle cariche societarie. La richiesta si basa sulla causa civile che Vieri sta intentando contro la sua ex squadra e Telecom, rei di una presunta attività di spionaggio ai suoi danni.


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