domenica 1 Febbraio 2026
Una preoccupazione ulteriore circolata nell’ultima settimana nella redazione della Stampa è che la proprietà sia poco chiara sui conti del giornale e che abbia intenzione di sfruttare le sinergie con Repubblica – i due quotidiani appartengono entrambi al gruppo GEDI – per rendere più rassicuranti i bilanci di quest’ultima a scapito di quelli della Stampa, e favorire la cessione ritenuta più importante e preziosa, quella trattata col gruppo greco Antenna. Questo timore si aggiunge a una non nuova impressione che la vendita pubblicitaria della concessionaria del gruppo abbia spesso dato maggiori priorità a Repubblica e ai suoi conti. E in queste settimane in cui stanno saltando tutte le diplomazie, tutto è stato esplicitato in un comunicato del Comitato di redazione della Stampa pubblicato sabato.
“Ieri a fronte di una foliazione nazionale di 32 pagine abbiamo contato una sola pagina intera di pubblicità: come il giorno prima, come tanti altri giorni di questa settimana, di questi mesi, di questi anni potremmo anche dire. Ancora domenica scorsa 48 pagine di foliazione nazionale ed una sola pagina intera di pubblicità, idem l’ultimo numero di Tuttolibri. Se invece guardiamo Repubblica, con una accelerazione in questa fase decisamente sospetta, escono tutt’altri conteggi. Lo squilibrio è evidente e per noi decisamente avvilente visto che la Stampa, sia in termini di vendite in edicola sia come qualità del prodotto, non merita questo trattamento. Come Cdr lo abbiamo segnalato più volte.
Questo è un fatto che ci ferisce, che ci indigna profondamente, che riconferma un dato di fatto per noi incontrovertibile, ovvero che la nostra concessionaria di pubblicità – ma crediamo che in ultima analisi la responsabilità sia del gruppo editoriale nella sua interezza – non valorizza come secondo noi dovrebbe fare il “prodotto la Stampa”.
Le trattative in corso porteranno al definitivo smantellamento di quello che era stato presentato come il più grande gruppo editoriale del Paese: sia l’azionista Exor, che lascia il campo in maniera ai nostri occhi indecorosa per come si è sviluppata la vicenda, sia Gedi hanno evidentemente fallito la loro missione. Saranno anche stati anni difficili per il nostro settore (pubblicità compresa) ma siamo convinti che il lavoro di centinaia di giornalisti e poligrafici non venga valorizzato a sufficienza” .
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