domenica 17 Maggio 2026
L’ex giornalista finanziario del Sole 24 Ore e oggi collaboratore della testata ItalyPost, Marco Liera, ha celebrato nella sua newsletter su Substack i successi della newsletter su Substack di Selvaggia Lucarelli, figura eclettica e per questo molto contemporanea nella scena giornalistica italiana. Lucarelli aveva raccontato nei giorni scorsi alcuni sviluppi della sua newsletter, di cui erano già noti i formidabili risultati economici. Liera aggiunge delle considerazioni sulle intuizioni di Lucarelli, considerazioni sensate ma che forse trascurano che il mescolare informazione “bassa” e “alta” – nobilitando la prima con alibi sociali, e deprezzando la seconda con approcci scandalistici – è sempre stato un tratto del lavoro giornalistico italiano.
“Perché il cervello umano resta quello.
Vuole conflitto.
Vuole tensione narrativa.
Vuole personaggi ricorrenti.
Vuole aggiornamenti continui.
Vuole sentirsi dentro una saga.
Lucarelli questo lo ha capito benissimo da anni. Ma la cosa interessante è che recentemente sembra voler fare anche un piccolo salto evolutivo: meno puro “internet drama”, più contenuti percepiti come impegnati, sociali, culturali, politici.
Ed è una mossa secondo me intelligente.
Perché nell’economia dell’attenzione moderna il livello successivo non è più solo il gossip. È il gossip che acquisisce dignità culturale.
Non più:
“Guardate questa lite.”
Ma:
“Questa lite ci racconta qualcosa sulla società contemporanea.”
Che poi è esattamente il motivo per cui milioni di persone leggono questi contenuti senza sentirsi in colpa: non stanno perdendo tempo… stanno facendo analisi socio-culturale. Più o meno.
E infatti la genialità del fenomeno è questa: Substack non è diventato immune alle logiche dei social. Le ha semplicemente rese più eleganti”.
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