domenica 22 Febbraio 2026
Il contratto giornalistico tradizionale è quello trattato dal maggiore sindacato dei giornalisti – la FNSI – con la maggiore federazione di editori, la FIEG. È un contratto che – con assestamenti vari – risale a tempi più floridi per il business delle aziende giornalistiche, e che offre ai professionisti assunti condizioni mediamente buone (tra molte variabili) con costi onerosi per le aziende, ma che fino al secolo scorso ottenevano cospicui margini dal lavoro dei dipendenti.
In questo secolo sono successe due cose: una è che quei tempi floridi si sono esauriti, e gli editori hanno minori disponibilità economiche (e quindi anche maggiori inclinazioni ad aggirare le regole contrattuali e a sfruttare collaboratori e precari). L’altra è che le trasformazioni digitali hanno creato occasioni e opportunità per creare nuovi progetti giornalistici piccoli e con investimenti ridotti.
Le due cose hanno reso eccessivamente oneroso per alcune aziende assumere o mantenere giornalisti col contratto tradizionale, e questo ha portato – con passaggi ed equilibri che trascuriamo in questa sintesi – alla legittimazione di forme di contratti alternativi, più o meno esplicitamente destinati a progetti piccoli, locali, digitali o in fase di startup (oggi uno si chiama “contratto USPI” e un altro “contratto ANSO”).
Quando alcuni di questi progetti hanno preso delle dimensioni cospicue e sono diventati concorrenziali – spesso superandoli in traffico e diffusione – nei confronti delle testate tradizionali, FIEG e FNSI hanno ritenuto che quelle alternative contrattuali non dovessero più essere consentite, e ne hanno contestato l’applicazione.
È una situazione confusa, in cui – come diciamo qui sotto – è difficile definire esattamente la distribuzione delle ragioni: da una parte il contratto tradizionale è diventato anacronistico e costoso, e limitante per molti progetti giornalistici e per le loro possibilità di assunzione, dall’altra resta una forma di protezione rispetto ai rischi concreti di sfruttamento e sottopagamento di chi fa un lavoro giornalistico.
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