domenica 12 Luglio 2026
È durato solo pochi mesi il periodo di apparente calma a Repubblica, il quotidiano che vive ormai da sette anni vicende quasi più romanzesche che editoriali, legate al suo ruolo storico nell’informazione italiana, ai cambi di proprietà, a quelli di direttore, e al coinvolgimento emotivo della redazione nella sua storia. Giovedì si è dimesso il suo direttore Mario Orfeo, in modi nuovamente traumatici e teatrali.
Repubblica è stata acquistata dalla grande società greca Antenna la scorsa primavera, dopo una lunga e tormentata trattativa, insieme a quasi tutto il gruppo editoriale GEDI che la possedeva (è stata scorporata la Stampa, venduta invece al gruppo italiano SAE). La conclusione della vendita aveva portato ad alcuni mesi di calma: Antenna non sembrava voler aggravare le agitazioni della redazione, la redazione era preoccupata ma non scontenta dell’uscita della precedente proprietà, Exor, giudicata assai fallimentare nella gestione del giornale. Non era quindi chiaro se Antenna avrebbe confermato o sostituito il direttore, Mario Orfeo, che nell’anno e mezzo dal suo insediamento aveva costruito un rapporto con la redazione meno teso di quello del suo predecessore, e riavvicinato il giornale verso le posizioni polemicamente d’opposizione al centrodestra apprezzate dai suoi lettori storici (senza che per questo la crisi di diffusione del giornale venisse però attenuata).
Ma Orfeo ha annunciato giovedì di avere accettato di diventare da settembre direttore editoriale di QN, ovvero dei quotidiani Nazione, Resto del Carlino e Giorno, e della loro comune testata nazionale, Quotidiano Nazionale (e anche del più piccolo giornale online livornese, il Telegrafo). Il gruppo di giornali è diventato di recente di proprietà di LMDV Media, del ricchissimo imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio (erede del fondatore di Luxottica e oggi maggiore azionista della società EssilorLuxottica), che è anche il secondo maggior socio del quotidiano Il Giornale. Nel comunicato di LMDV Media si conferma Agnese Pini come direttrice responsabile delle testate, senza specificare più esattamente quale sarà la divisione dei ruoli.
Tra le ricostruzioni circolate in questi giorni si è parlato molto di un’insoddisfazione di Orfeo rispetto alle poche garanzie dategli da Antenna a proposito del suo futuro e delle intenzioni su Repubblica(diverse ipotesi, confermando quanto si dice dall’inizio della trattativa tra Exor e Antenna, sostengono che l’interesse della seconda fosse solo nelle radio del gruppo GEDI, e che ci sarebbero persino delle possibilità che Antenna decida di cedere a sua volta Repubblica).
Le dimissioni di Orfeo da direttore di Repubblica sono state però molto contestate da una vivace parte della sua redazione, con argomenti sintetizzati in un comunicato immediato (con qualche libertà sul significato del verbo “paventare“).
“L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica accoglie con stupore le dimissioni di Mario Orfeo, che da settembre sarà direttore editoriale di un’azienda concorrente, il quale sinora si era detto e fatto garante del progetto del gruppo Antenna per il nostro giornale. Progetto che, secondo le motivazioni addotte da Orfeo, non è stato finora in alcun modo concretizzato da un’azienda che invece paventerebbe nuovi tagli”.
Un secondo comunicato, venerdì, ha alluso a una polemica pubblica col direttore (raccontata più estesamente dal sito Professione Reporter), annunciando che la redazione ha “sfiduciato” il direttore: formula che sancisce una gravità dei rapporti ma non ha concrete conseguenze. E chiedendo la nomina di un nuovo direttore, sulla quale negli ultimi tre giorni stanno venendo diffuse molte ipotesi, ma nessuna che finora abbia maggiore credibilità.
(la redazione avrebbe contestato a Orfeo, accusandolo di conflitto di interessi, persino che un articolo online di Repubblica contenesse un link esterno al sito di QN: pratica consueta in molti giornali online di tutto il mondo, ma che alcuni siti vivono tuttora come un pericolo in quanto favorirebbe il traffico di visite verso la concorrenza).
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