domenica 24 Maggio 2026

Un tabloid giallo

Il sito di news britannico The Canary è nato nel 2015, fondato da un gruppo di persone provenienti dall’attivismo di sinistra e presentandosi con posizioni esplicitamente progressiste e “anti sistema”: sostenendo spesso le posizioni dell’allora leader del partito Labourista Jeremy Corbin, e criticando il contesto dei “mainstream media”. Il giornale è stato posseduto da una cooperativa, ma dall’anno scorso il suo editore è una società la cui maggioranza è posseduta da un imprenditore digitale, che ha dato nuove risorse economiche e favorito una sensibile crescita. Si sostiene nella gran parte con le donazioni dei lettori (un modello simile a quello del Guardian) e per il 20% con la pubblicità. Le sue posizioni esibitamente faziose su diversi temi gli hanno guadagnato molte critiche (non più fondate di quelle meritate da simili siti e giornali tradizionali più vicini alle posizioni conservatrici e di destra). Alcune critiche lo hanno spesso assimilato al giornalismo dei deprecati tabloid britannici, e la notizia dei giorni scorsi è che The Canary diventerà in effetti anche un tabloid quotidiano di carta, con un primo numero in edicola martedì. Il CEO Steve Topple ha spiegato che «c’è spazio per un quotidiano davvero di sinistra e progressista, che esca accanto al Mirror, al Sun, al Daily Mail, ma che faccia quello che per esempio dovrebbero fare il Mirror e il Guardian [le due maggiori testate progressiste], cioè dare spazio positivo in prima pagina a Zach Polanski [il leader dei verdi inglesi] se dice qualcosa di valido, discutere apertamente del genocidio israeliano in Asia Occidentale e offrire a una certa fascia di lettori qualcosa che oggi non riescono a ottenere».

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