domenica 18 Febbraio 2024

Troppo oblio

Mario Tedeschini Lalli, uno dei più esperti osservatori dei cambiamenti dell’informazione in Italia e uno dei più precoci giornalisti a essersi occupato del digitale ancora nel secolo scorso, ha messo insieme una serie di riflessioni sul rapporto dei giornali con il cosiddetto “diritto all’oblio“: a partire da una recente sentenza del Garante della privacy. Tra l’altro rivelando una consuetudine di molti giornali di obbedire con eccesso di zelo a molte richieste, pur di non avere seccature e a costo di cancellare dalla pubblica informazione fatti e notizie.

“Sugli organi di informazione “di categoria” ho trovato solo un articolo su questo argomento (gradite segnalazioni e link di eventuali altri). E’ sul numero di giugno 2023 di Tabloid, periodico dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia e spiega come i ricorsi per “oblio” abbiano un effetto intimidatorio nei confronti di redazioni ed editori, i quali per quieto vivere spesso rinunciano a resistere alla richieste di cancellazione. Per questo l’articolista invoca una difficile e forse pericolosa “norma” per bilanciare l’interesse pubblico all’informazione con il diritto individuale all’oblio. L’articolo s’intitola “Se il diritto all’oblio diventa una minaccia a chi scrive” ed è firmato da Claudia Trombelli, “Legal Specialist di Citynews SpA”, è cioè la voce di un editore, non di una giornalista o di un giornalista.
Ah, non cercate sul web questo articolo, è consultabile solo a pagina 23 della copia a stampa o in facsimile della rivista, sui motori di ricerca non esiste. Poi uno dice la “transizione digitale””.

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