domenica 1 Febbraio 2026
Benché le repressioni dell’amministrazione Trump nei confronti dei mezzi di informazione che non gli sono fedeli rischino di non sorprendere più, quello di venerdì scorso è stato uno sviluppo che ha superato un’ulteriore asticella di rispetto del giornalismo e della libertà di espressione. Agenti della Homeland Security hanno arrestato due reporter, uno dei quali è un famosissimo ex giornalista televisivo di CNN (da cui è stato licenziato non bene un paio di anni fa), Don Lemon.
Lui e Georgia Fort sono stati arrestati e successivamente rilasciati per essere stati presenti a una manifestazione di protesta contro un parroco accusato di collaborare con gli agenti ICE in una chiesa in Minnesota lo scorso 18 gennaio. Sia Trump che la ministra della Giustizia Pam Bondi hanno festosamente celebrato l’arresto di Lemon, che è stato attaccato spesso da Trump in passato. L’accusa contro di loro è di avere partecipato a quella manifestazione violando una legge che protegge le riunioni nei luoghi di culto: Lemon e Fort hanno risposto alle accuse molto battaglieramente, spiegando di essersi trovati nella chiesa a fare il loro lavoro e accusando l’intimidazione dell’amministrazione. Altre proteste sono state diffuse da molti loro colleghi e altre testate, compresa CNN (Lemon lavora oggi con un suo progetto di informazione online).
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