domenica 11 Gennaio 2026
Il sito di news americano Semafor è assai noto agli iscritti a questa newsletter: perché ne abbiamo molto raccontato la genesi, perché lo citiamo spesso come fonte sulle cose che riguardano i media americani e perché il Post ha tradotto e pubblicato il libro del suo direttore Ben Smith, Traffic, ospitandolo in incontri pubblici italiani nei due anni passati.
Semafor si è presentato da subito come una testata rivolta a un’élite di classi dirigenti e di lettori e lettrici culturalmente privilegiati o curiosi piuttosto che a grandi numeri da raggiungere in qualsiasi modo, investendo molto sulle newsletter e sugli eventi pubblici (ovvero su una scelta molto attiva di informazione, appunto). Così facendo ha raccolto attenzioni, sponsorizzazioni e investimenti preziosi e ha chiuso il 2025 in attivo, pur non essendo tra le testate più citate nel dibattito e nell’informazione mainstream. Mercoledì il Wall Street Journal ha raccontato che Semafor ha raccolto altri trenta milioni di dollari di investimenti, con una valutazione di 330 milioni di dollari. Tra i nuovi investitori c’è anche il gruppo greco Antenna, di recente fama italiana per via del suo interesse nell’acquisto dell’azienda editoriale italiana GEDI.
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