domenica 16 Novembre 2025
A margine di uno dei più grandi eventi mondiali dedicati all’innovazione digitale, il Web Summit di Lisbona, si è tenuta lunedì scorso una giornata di incontri dedicati al giornalismo, un convegno a cui hanno partecipato circa 150 persone, compresi i direttori, direttrici, CEO e massimi dirigenti di alcune delle maggiori aziende giornalistiche mondiali: tra gli altri Guardian, Atlantic, Le Monde, Time, NPR, Süddeutsche Zeitung, Al Jazeera, Sky News, Economist, Axios, Independent, Kyiv Post, Axios.
Sei di questi tredici sono donne. Il programma si è aperto con un “panel” i cui partecipanti hanno rispettivamente 32, 23 e 40 anni. Non c’era nessuno di un giornale italiano, a parte l’inviato di questa newsletter.
Negli stessi giorni degli incontri di Lisbona in Italia è stato promosso un convegno sul giornalismo dal titolo “Editoria e informazione: carta, digitale, e poi?”. Il convegno era organizzato dal quotidiano Corriere dell’Umbria del gruppo Polimedia della famiglia Polidori, la quale deve le sue fortune alla formazione professionale (CEPU) e che ha comprato la testata nel 2022 dalla famiglia Angelucci (che possiede tuttora i quotidiani Libero, Giornale e Tempo). Il convegno si è tenuto giovedì a Città di Castello, nella sede dell’università privata posseduta dei proprietari del quotidiano, e ha ospitato diversi direttori di giornali e amministratori delegati di aziende giornalistiche. Nel manifesto promozionale comparivano 52 nomi: 45 uomini e 7 donne. Solo tre di loro avevano meno di 50 anni: il frate Giulio Cesareo (47), la conduttrice radiofonica Ema Stokholma (41) e l’amministratore delegato del sito di news Lettera43 Marco Feriolì (32). L’età media complessiva dei partecipanti era di 61 anni. Accanto agli ospiti giornalisti e dirigenti di aziende giornalistiche erano elencati un sottosegretario, un senatore, un prefetto, due presidenti di regione, tre rettori, due presidenti del Corecom, un presidente dell’Agcom. Il panel “La sfida di raccontare il futuro” era affidato a sei giornalisti maschi (Maurizio Belpietro della Verità, Tommaso Cerno del Tempo, Pietro Senaldi di Libero, Luca Telese del Centro, Claudio Rinaldi della Gazzetta di Parma, Massimo Martinelli del Messaggero) tutti sopra i cinquant’anni.
Fine di questo prologo.
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