domenica 24 Marzo 2024

Poca liberté

Le ingerenze degli interessi economici e politici degli editori nei giornali che posseggono sono una preoccupazione frequentissima nel giornalismo francese in questi anni. Molte testate sono di proprietà di imprenditori tra i più ricchi del paese, altre lo stanno diventando, e ci sono stati diversi casi di palesi intromissioni soprattutto a favore di un orientamento più conservatore. La notizia di questa settimana è stata la sospensione per una settimana del direttore della Provence, quotidiano marsigliese di proprietà dell’armatore miliardario franco-libanese Rodolphe Saadé. Giovedì il giornale aveva occupato la prima pagina con la frase virgolettata di un abitante del quartiere brevemente visitato dal presidente francese Emmanuel Macron per la promozione di una campagna contro il traffico di droga: «Lui se n’è andato, noi restiamo qua». I sostenitori e i collaboratori di Macron hanno protestato contro il titolo sostenendo che indebolisse l’impegno preso contro il traffico di droga e le iniziative delle associazioni che collaborano in questo senso. E la direzione del giornale ha deciso la sospensione di Aurélien Viers, “direttore della redazione” (è la definizione del direttore in molti giornali francesi, che si distingue da quella del direttore generale), e la pubblicazione in prima pagina di un messaggio di scuse ai lettori per averli indotti a pensare che il giornale facesse il gioco degli spacciatori. In seguito all’ipotesi che Viers venga licenziato, la redazione della Provence è entrata in sciopero e il quotidiano non è stato pubblicato sabato: allo sciopero hanno aderito (a partire da martedì) anche i giornalisti della Tribune, giornale della stessa proprietà.

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