domenica 15 Febbraio 2026

Pilastri della democrazia

Da alcune settimane i giornali italiani si stanno comportando disordinatamente rispetto a un’indagine che ipotizza che al tempo dell’assedio di Sarajevo alcuni cittadini italiani abbiano raggiunto gli aggressori della città per il gusto di sparare sui civili dalle colline. L’ipotesi ha naturalmente trovato spazi cospicui sui giornali, malgrado la sua apparente fragilità, per le opportunità di sensazionalismo e indignazione che offriva. Poi, nei giorni scorsi, i magistrati l’hanno resa più sostanziosa comunicando che ci sono alcuni indagati: e ottenendo così una rinnovata attenzione, ma accanto a perduranti scetticismi (per esempio da parte del curatore della rubrica delle lettere di Repubblica, Francesco Merlo). Sulla Stampa di mercoledì, poi, Mattia Feltri ha criticato le sguaiatezze giustizialiste di alcuni giornalisti nei confronti degli indagati.

“Del resto, nei giorni scorsi, qualcuno dei nostri colleghi era andato a citofonare a casa dell’indagato per chiedergli, più o meno: scusi lei volava a Sarajevo per abbattere donne e bambini? Persino meglio del Matteo Salvini che, nella periferia di Bologna, aveva suonato al citofono della famiglia di immigrati per chiedere: scusi lei spaccia? Salvini era un fetente, noi un pilastro della democrazia” .

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