domenica 17 Maggio 2026
Sono usciti molti articoli in tutto il mondo a proposito di come il film commercialmente più importante della stagione, Il diavolo veste Prada 2, parli molto di giornali e di giornalismo, più che di moda come il suo predecessore. Il New York Times ne ha scritto ancora martedì. Il film da una parte sancisce in più di un’occasione che quello delle riviste di moda è un giornalismo di seconda classe (la protagonista sogna di tornare ai giornali “veri”, la coprotagonista spiega che la rivista serve a raccogliere pubblicità), dall’altra rispetta il buon lavoro di qualità che può essere fatto anche in quel genere di riviste, ma che è stato travolto dalle crisi di questi decenni. E usa allusioni molto leggibili a personaggi e contesti dell’editoria contemporanea, con riferimenti a Jeff Bezos, a Elon Musk, a Laurene Powell Jobs.
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