domenica 26 Aprile 2026
Il direttore del Fatto ha risposto alla lettera di un lettore a proposito del recente annuncio che il giornale potrebbe approfittare di un contributo pubblico destinato alle testate cartacee, contraddicendo così una antica rivendicazione di rinuncia ad “alcun finanziamento pubblico”, pubblicata persino sotto la testata. La risposta del direttore rischia di suggerire ancora un equivoco sull’universalità dei contributi pubblici, dove dice che ” è dura rinunciare a soldi che tutti gli altri incassano facendo concorrenza sleale”. A incassare i contributi annuali previsti dal “fondo per il pluralismo” è infatti un numero limitato di testate nazionali, che non comprende i quotidiani più venduti e potenzialmente concorrenti del Fatto (tra i maggiori ci sono Libero, Avvenire, Foglio, Manifesto). A incassare invece i contributi per cui ha presentato domanda il Fatto saranno invece solo i giornali cartacei.
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