domenica 29 Marzo 2026
Non è diventata solo una questione giudiziaria e politica, ma anche giornalistica, la citazione su alcuni giornali del nome di un importante parlamentare di Forza Italia, Giorgio Mulè, in relazione a una grossa inchiesta per corruzione che è diventata nota giovedì con alcuni decreti di perquisizione. Il nome di Mulè non è infatti nella documentazione giudiziaria che è stata resa pubblica e Mulè non risulta indagato, e si è molto indignato per essere stato citato: per esempio Repubblica ha scritto che uno degli indagati “rivendica rapporti anche con Giorgio Mulè”. Il Fatto assai più sostanziosamente gli dedica un articolo e sostiene che il nome sia “nelle intercettazioni”: “Dalle intercettazioni (seppur citato de relato) si scopre anche che a Mulè Spalletta si sarebbe rivolto per la nomina a generale di un militare dell’Aeronautica. Questa circostanza è da riscontrare, Mulè non è indagato, ma non è escluso che i pm possano decidere di sentirlo”. Ancora il Fatto, in un altro articolo, dice che il nome di Mulè è stato “trovato poi dai giornalisti con un loro autonomo lavoro”.
Il Manifesto l’ha messa così: “Il politico di cui si parla, riferiscono fonti giudiziarie, è Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera di Forza Italia, già sottosegretario alla difesa del governo Draghi. Il deputato, ad ogni buon conto, non è nell’elenco dei ventisei indagati emerso al momento delle perquisizioni di ieri né risulta aver ricevuto alcun avviso di garanzia”.
Il Corriere della Sera ha aggiunto la risposta di Mulè: “Coppola diventerà generale, grazie anche all’«intervento di un importante esponente politico e rappresentante istituzionale» che da indiscrezioni sarebbe l’onorevole forzista Giorgio Mulè (non indagato). Ma ecco la precisazione di Mulè: «Da sottosegretario alla Difesa il ruolo mi ha portato e mi porta a fare un numero imprecisato di segnalazioni. Aver fatto uscire il mio nome che non compare negli atti di perquisizione e sequestro rappresenta uno sfregio del quale la Procura di Roma, che si è dimostrata incapace di tutelare un cittadino, sarà chiamata a dare giustificazioni”.
In seguito alle polemiche il Fatto ha scritto ancora: “Il politico forzista nemmeno in ipotesi avrebbe commesso un reato ma la sua influenza sarebbe stata millantata o trafficata per dare un’utilità da parte di Spalletta al generale. Non era possibile per la stampa dunque non citare il ruolo di Mulè. La procura di Roma, anzi, ha avuto una cautela istituzionale non inserendo il suo nome per tenerlo fuori dal decreto di perquisizione anche solo come persona citata e non indagata”.
Domenica il Fatto ha rivendicato la correttezza di riportare informazioni di cui un giornale viene in possesso (la questione discutibile sono eventualmente le violazioni grazie alle quali ne è venuto in possesso).
Charlie è la newsletter del Post sui giornali e sull'informazione, puoi riceverla gratuitamente ogni domenica mattina iscrivendoti qui.