domenica 12 Gennaio 2025

L’importante è esagerare

L’inclinazione all’enfasi e al sensazionalismo nelle titolazioni dei quotidiani italiani incontra visibili complicazioni a proposito delle guerre, dove le notizie sono già eccezionali e drammatiche per definizione. Nel caso dell’invasione russa in Ucraina le direzioni per alzare la quota di attenzione da parte dei lettori sono quindi due, opposte: una è drammatizzare ulteriormente una notizia che è già “guerra al centro dell’Europa”, e quindi evocare ciclici allarmi di “attacchi nucleari” o di “guerre mondiali” da parte della Russia, come i quotidiani fanno dall’inizio della guerra; l’altra è cercare l’eccezionalità in senso opposto e suggerire improvvise opportunità di pace, come ha cominciato ad accadere sulle prime pagine da un certo punto in poi.
Nelle scorse settimane entrambe le pratiche si sono manifestate in modi palesemente infondati. Più di un quotidiano ha distorto dichiarazioni di Putin o di Zelensky suggerendo ai lettori che accordi e prospettive di fine della guerra fossero prossimi e realistici: come sappiamo, nessuno di quei titoli era vero, e ne leggeremo ancora. Alternati a quelli sulla guerra mondiale.

Naturalmente nessuno di questi due opposti scenari è da escludere: ma il modo con cui i giornali li presentano non deriva da una eventuale concretezza in quel momento dei suddetti scenari, ma dall’obiettivo di ottenere l’attenzione da parte dei lettori, attraverso esagerazioni e pretesti.

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