domenica 15 Febbraio 2026

Leonardis in cerca di soldi

Il quotidiano Domani ha dedicato venerdì una pagina ad Alberto Leonardis, l’editore di giornali diventato uno dei protagonisti delle confuse vicende intorno alla vendita del gruppo editoriale GEDI per essere stato scelto come interlocutore prioritario della vendita della Stampa, il quotidiano di Torino. L’articolo di Domani non aggiunge molto a quanto è già stato raccontato su Leonardis, se non un’elencazione di esempi della sua capacità di ottenere investimenti e prestiti da imprenditori amici e da banche, ben riassunta nella sintesi “pochi soldi, ma tanti amici”.

“Certo, resta aperta la decisiva questione dei soldi, quei 22 milioni che servono per prendersi la Stampa. L’esclusiva concessa da Gedi al gruppo Sae (Sapere aude editore) di Leonardis per trattare l’acquisizione scade ad aprile. E nel frattempo, tra l’altro, i manager di Elkann dovranno anche chiudere il cerchio su Repubblica. Nei giorni scorsi il negoziato con i greci di Antenna sull’altro grande giornale targato Gedi si è incagliato su alcuni punti in apparenza marginali che riguardano numeri e tempi dei prepensionamenti che serviranno a ridurre i costi del personale. Un tema su cui il gruppo ellenico chiede garanzie precise alla controparte” .

Intanto sabato la redazione della Stampa ha pubblicato un altro comunicato per chiedere nuovamente maggiori chiarezze e rassicurazioni sulle prospettive della vendita del giornale. Il comunicato allude a notizie che sono circolate sulle possibili intenzioni dell’editore di attribuire alla Stampa una quota cospicua di debiti del gruppo sollevandone l’altro quotidiano in vendita, Repubblica, in modo da facilitare la vendita di quest’ultimo.

“La redazione de La Stampa non accetta più la totale mancanza di trasparenza e informazione attorno alla vendita del Gruppo Gedi, un atteggiamento inqualificabile dell’attuale proprietà, che rischia di danneggiare anche l’esordio di un eventuale compratore nei rapporti con le giornaliste e i giornalisti. Tutto questo nel contesto di notizie sempre più inquietanti che emergono dalla due diligence effettuata sui conti di Gedi da parte dell’acquirente, il gruppo greco Antenna.
Per questo l’Assemblea chiede all’Azienda di fornire chiarimenti sullo stato delle trattative e sugli eventuali rinnovi dell’esclusiva e di chiarire se la cessione de La Stampa sia in qualsiasi modo condizionata alla conclusione dell’operazione di vendita dell’intero gruppo” .

Infine si sono comprensibilmente lamentati anche i più trascurati di tutti, ovvero la redazione dello HuffPost, il sito di news che GEDI aveva rilevato completamente dopo l’apertura in partnership con l’azienda americana creatrice della testata.

“La redazione di HuffPost, al pari di quella di Repubblica, della Stampa, di Gedi Visual, delle radio, è rimasta totalmente al buio. Dall’azienda non sono mai arrivate informazioni né aggiornamenti e ogni notizia è stata veicolata solo da articoli di stampa, peraltro mai confermati in via ufficiale. Così come non è stata comunicata la proroga della trattativa tra Gedi e Antenna fino al mese di marzo, dal momento che in base alle informazioni a noi pervenute sarebbe dovuta scadere a fine gennaio.
uesta totale chiusura dei canali di comunicazione tra azienda e redazioni è motivo di estremo allarme per i giornalisti di HuffPost, tra i quali prevale ormai lo scetticismo sulla possibilità di avere un dialogo franco, costruttivo, leale e soprattutto trasparente con gli attori coinvolti” .

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