domenica 21 Giugno 2026

Le pubblicità dei libri

I canali di promozione pubblicitaria dei libri non danno mai grandi rassicurazioni, perché il prodotto libro ha mercati molto limitati e motivazioni all’acquisto molto particolari, legate soprattutto alle notorietà di autori e autrici. Quindi anche gli investimenti pubblicitari sui giornali sono per gli editori una scelta dalle opportunità sempre illeggibili. Comprare degli spazi sui quotidiani è spesso un modo per ottenere magari attenzioni e segnalazioni anche dalle redazioni culturali, oppure per dare visibilità ai libri presso le librerie ( piuttosto che presso i lettori), che sono interlocutrici preziose per la promozione ulteriore. Abbiamo comunque provato a verificare i risultati diretti di vendita di un paio di investimenti simili, escludendo i libri che possono avere avuto altri sensibili fattori di promozione e vendita. Lo scorso 24 maggio l’editore ROI ha comprato uno spazio in prima pagina su Repubblica per un proprio libro, che da allora non ha mai superato le 30 copie vendute settimanali, stando alle rilevazioni dell’istituto principale. Stesso risultato per un libro dell’editore Rubbettino, promosso in uno spazio analogo il 27 maggio. Non risultano certificate vendite significative nelle due settimane successive neanche per un libro autopubblicato e promosso sulla prima pagina del Corriere della Sera lo scorso 8 giugno. Un libro per cui l’editore Laterza aveva comprato uno spazio sempre sulla prima pagina del Corriere lo scorso 10 maggio (e che ha avuto recensioni anche nelle pagine culturali del giornale), ha avuto certificato nelle settimane successive un progressivo declino delle vendite, coerente con gli andamenti abituali delle novità con simili numeri di copie vendute.

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