domenica 22 Marzo 2026
“In meno di tre anni Ms. Drummond, che ha 40 anni, ha trasformato Wired da una rivista e sito in declino in un vivace brand che è diventato un’oasi felice per Condé Nast, il gigante dell’editoria più noto per pubblicare Vogue, Vanity Fair e il New Yorker“. È un breve estratto del ritratto della direttrice di Wired pubblicato martedì dal New York Times, che è stato assai ripreso tra gli addetti ai lavori del giornalismo, soprattutto per la drastica sintesi con cui Katie Drummond ha risposto ai critici del fatto che Wired – storica testata delle rivoluzioni digitali dell’ultimo quarantennio – abbia preso a occuparsi con frequenza di argomenti meno legati alla tecnologia: «Chi non ha ancora capito perché Wired si occupi di politica, o è deliberatamente ignorante o è un idiota completo». Molti storici lettori del giornale sono scandalizzati dai nuovi approcci aggressivi sul mondo del business tecnologico californiano (lo stesso storico ex direttore Chris Anderson ha definito l’ultima copertina “imbarazzante”), ma a quanto dice Drummond Wired avrebbe guadagnato ben 200mila abbonati nel 2025, arrivando a un totale di 500mila.

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