domenica 24 Maggio 2026

La sezione buone notizie

Le pagine della Moda e quelle dell’Economia, sui maggiori quotidiani italiani, sono quelle dove l’indipendenza dei criteri giornalistici è più fragile, rispetto alle esigenze degli inserzionisti pubblicitari. Nel caso della Moda, si tratta del settore che tuttora investe di più nella stampa tradizionale – per natura stessa dei prodotti e della loro comunicazione – e un’antica consuetudine rende scontato il peculiare e complice rapporto tra giornali e aziende. Nel caso dell’Economia, sono le pagine dove per definizione si trattano interessi economici importanti e le notizie sulle aziende meritano un loro spazio giornalistico.
Negli ultimi decenni, però, con le gravi difficoltà economiche dei giornali, i cedimenti agli interessi di promozione delle aziende inserzioniste o potenziali inserzioniste – e delle banche creditrici – ha reso le redazioni economiche assai più vulnerabili alle pressioni per ottenere contenuti più promozionali che giornalistici, che oggi prevalgono nelle suddette pagine dei grandi quotidiani. Una dimostrazione della natura e della provenienza di quelle notizie e di quei contenuti è la sproporzione tra notizie di successi commerciali e di bilancio – tante – e quelle di insuccessi e crisi, rare.
Su Repubblica di venerdì, per esempio, i titoli della sezione Economia riferivano che “il piano Filosa rilancia Stellantis”, che ci sono “quotazioni stellari per SpaceX”, che “Iliad Italia chiude un trimestre in crescita”, che “Generali batte le aspettative”, che “Avio è in vetta e balza Prysmian”, che “la Rai torna all’utile”, e poi “Amplifon, aumento lampo”.

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