domenica 28 Giugno 2026
Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha rinunciato a convocare quattro giornalisti del Washington Post e del Wall Street Journal davanti a un “grand jury” per chiedere loro sotto giuramento di rivelare le fonti di alcuni articoli relativi a questioni di “sicurezza nazionale”. La rinuncia è stata collegata dal Washington Post alle opposizioni legali dei suoi avvocati: il giornale ha molto protestato contro l’iniziativa, ricordando come i principi morali e legali del giornalismo statunitense garantiscano di poter proteggere l’anonimato delle fonti, sia per protezione delle fonti stesse che per evitare che i giornali diventino potenzialmente strumenti di indagine da parte delle autorità investigative.
In passato c’erano stati altri tentativi simili da parte delle amministrazioni precedenti, ma il caso più famoso e contestato è quello della giornalista Judith Miller, che nel 2005 passò 85 giorni in carcere per avere rifiutato di rivelare una sua fonte all’interno del governo Bush.
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