domenica 8 Febbraio 2026
La dimensione eccezionale della notizia è mostrata dal fatto che l’avete quasi sicuramente già letta in giro su giornali e siti di news, a differenza di altre storie che sono abitualmente raccontate su Charlie. Gli interventi al Washington Post che avevamo anticipato una settimana fa si sono rivelati persino più drastici di quello che ci si aspettava.
L’editore di una delle testate giornalistiche più note, illustri e importanti del mondo, ha annunciato (ha fatto annunciare: lui è sparito) il licenziamento di trecento giornalisti e di un’ulteriore quota di dipendenti, riducendone di un terzo il numero complessivo.
I giornali americani (tutti i più importanti hanno pubblicato articoli sconfortati di commento) usano molto il termine “decimate” per le redazioni sportiva (chiusa, di fatto), degli esteri, e per le sedi di corrispondenza locali e internazionali. Sarà assai ridotta anche la redazione “Metro” (quella in cui allora lavoravano i due celebri autori dello scoop sullo scandalo Watergate, Bob Woodward e Carl Bernstein). Diverse sezioni del giornale verranno eliminate (quella dei libri, per esempio). Il direttore Matt Murray ha poi rifiutato che la redazione “media” se ne occupasse sul giornale, malgrado la sua evidente rilevanza, sostenendo che si trattasse di una questione troppo autoreferenziale.
Le decisioni sono state comunicate alla redazione mercoledì mattina dal direttore e poi da singole email ai dipendenti, che hanno indicato a ciascuno il proprio futuro (“eliminated” o no): un giornalista sportivo ha saputo di avere perso il lavoro mentre era a Milano a seguire le Olimpiadi; l’inviato in Ucraina mentre era in Ucraina, e così altri. Né il CEO Will Lewis, né il proprietario Jeff Bezos, hanno commentato la decisione, e non si sono mostrati alla redazione, e questo è diventato un ulteriore motivo di protesta: Lewis è stato visto il giorno dopo a San Francisco a un evento legato al Super Bowl, e infine sabato sera ha comunicato le sue dimissioni. L’azienda ha già nominato Jeff D’Onofrio, finora Chief Financial Officer, come suo successore.
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