domenica 19 Luglio 2026
Anche qui la questione è più estesa e dibattuta da tre anni: i software di AI attingono a contenuti esistenti e coperti da diritto d’autore. L’equilibrio tra “consultazione” e plagio è sempre sfuggente: in fondo qualunque giornalista legge articoli altrui e ne assume e usa le informazioni, quando scrive un articolo proprio. E siti che aggregano, incollano o plagiano contenuti altrui esistono online da ben prima che arrivassero i software di AI. Ma qui l’elaborazione propria diventa inesistente e la dimensione dell’uso del lavoro altrui assume misure enormi.
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