domenica 29 Marzo 2026

Il nuovo sciopero di venerdì

Venerdì c’è stato uno sciopero a cui hanno aderito i giornalisti di molte testate italiane, per il rinnovo del contratto: ragione già di un precedente sciopero pochi mesi fa, e di un successivo, annunciato per il 16 aprile. Molti quotidiani non sono quindi stati pubblicati, nelle loro versioni cartacee e digitali, sabato: e diversi siti di news non sono stati aggiornati venerdì. La consuetudine prevalente è che in caso di scioperi con cospicue partecipazioni della maggioranza di una redazione, o approvati dal comitato di redazione di un giornale, la proprietà e la direzione rispettino quella scelta (anche quando ci siano giornalisti che non scioperano) e il giornale non sia pubblicato. Ma non è sempre rispettata, e capita che in alcune testate ci siano polemiche e irritazioni perché il giornale viene comunque fatto uscire malgrado le adesioni allo sciopero. Era successo a novembre col Giornale e con la Gazzetta dello Sport. Stavolta la redazione del Giornale ha accettato l’uscita del quotidiano scegliendo uno “sciopero delle firme” (chi scioperava non ha firmato i propri articoli). La Gazzetta dello Sport è di nuovo uscita malgrado l’alta partecipazione dei suoi giornalisti allo sciopero, e malgrado la scelta diversa del Corriere della Sera, appartenente alla stessa società.

Non hanno scioperato e sono usciti gli altri due quotidiani vicini alla maggioranza di destra, Libero e Verità (nel caso di Libero e del Giornale: di proprietà della maggioranza di destra), così come il Foglio. Non ha scioperato il Manifesto, spiegando la solidarietà con la protesta, e nemmeno il Post, spiegando a sua volta.

Alla vigilia dello sciopero, i due interlocutori della trattativa – FNSI e FIEG – avevano diffuso due comunicati ancora molto polemici l’uno con l’altro.

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