domenica 17 Maggio 2026
Casi, polemiche, errori, plagi e allarmi intorno all’uso di software di “intelligenza artificiale” nella produzione di testi e articoli hanno spinto il New York Times a una comunicazione piuttosto estrema e proibizionista nei confronti di tali software. Il giornale ha scritto ai collaboratori freelance intimando loro di non proporre alcun “materiale per la pubblicazione il cui contenuto sia stato generato, modificato o perfezionato da strumenti di AI generativa o che sia stato sottoposto a tali strumenti”. Secondo le istruzioni i software in questione possono essere usati per funzioni di “brainstorming” e ricerca, ma in nessun modo deve essere affidato loro alcun intervento sui testi.
Charlie è la newsletter del Post sui giornali e sull'informazione, puoi riceverla gratuitamente ogni domenica mattina iscrivendoti qui.