domenica 22 Marzo 2026

I soliti soldi pubblici dati male

Sono state comunicate, come ogni sei mesi, le quote di contributi pubblici destinate a diversi giornali italiani sulla base della legge che attinge al cosiddetto “fondo per il pluralismo”. La legge prevede che possano richiedere i contributi i giornali che sono destinati a minoranze linguistiche o posseduti da organizzazioni non profit o da cooperative: questi ultimi criteri sono in molti casi sfruttati da gruppi editoriali che costituiscono formalmente le proprietà in questo senso, pur avendo di fatto dei proprietari reali, quasi sempre imprenditori di cospicue fortune economiche (o istituzioni religiose di una certa solidità finanziaria). La legge crea così anche delle distorisoni della concorrenza tra testate che ricevono i finanziamenti e testate che non li ricevono, pur trattandosi di prodotti equivalenti.

Queste sono le prime quindici testate per contributo totale assegnato per l’anno 2024:

Dolomiten 6.176.996,03 euro
Famiglia Cristiana 6.000.000,00 euro
Avvenire 5.545.649,27 euro
Libero 5.407.119,97 euro
ItaliaOggi 4.062.533,95 euro
Il Quotidiano del Sud 3.696.160,87 euro
Libertà 3.518.184,92 euro
Gazzetta del Sud 3.314.913,71 euro
Il manifesto 3.257.867,63 euro
La Gazzetta del Mezzogiorno 2.432.845,24 euro
Corriere Romagna 2.218.356,97 euro
CronacaQui.it 2.207.300,07 euro
Il Foglio 2.090.200,90 euro
Primorski dnevnik 1.682.992,49 euro
L’identità 1.770.500,59 euro

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