domenica 12 Aprile 2026
La cosa scritta nel prologo va tenuta presente anche quando leggiamo di risultati comunicati dalle aziende giornalistiche: di rado sono numeri certificati da enti terzi e da bilanci, spesso sono dati non verificati di cui bisogna fidarsi. In questo caso l’interesse a pubblicarli comunque non deriva da ragioni economiche ma da una quota di implicita fiducia data alle fonti, e all’idea che quei dati possano essere interessanti, a patto di chiarire le cautele relative. Che è un po’ quello che abbiamo fatto con questa premessa prima di citare i risultati esposti dalla responsabile del digitale del Times, storico quotidiano e sito di news britannico. Anna Sbuttoni ha detto al sito Press Gazette che il giornale avrebbe ridotto il numero di articoli pubblicati del 25% (da 200 a 150 al giorno, in media) senza che questo abbia diminuito il traffico sul sito, che anzi sarebbe aumentato nell’ultimo mese del 13% e addirittura del 29% sull’anno prima.
Secondo Sbuttoni la diminuzione della quantità si sta accompagnando a un lavoro sulla qualità fatto da cinque criteri: scrivere più articoli che non si trovano altrove; raccontare, per le storie coperte anche da altri, cose che non si trovano altrove; seguire le storie in corso, usando molto i live blog; usare i dati per dare concretezza e interesse agli articoli e rimuovere tutto il testo inutile; titolare e presentare gli articoli in modo che i lettori sappiano “perché dovrebbero cliccare”.
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