domenica 22 Febbraio 2026
Qualche informazione in più sulle reazioni alle due vicende specifiche di cui sopra, invece.
Fanpage, che da qualche anno si è impegnata in battagliere inchieste contro la maggioranza di governo, è di conseguenza diventata obiettivo di attacchi da parte dei giornali e dei programmi televisivi più vicini al governo. La contestazione dell’INPS era stata molto promossa dal quotidiano Libero – posseduto da un deputato della maggioranza – che nei giorni scorsi ha molto celebrato la sanzione nei confronti di Fanpage. Fanpage e il suo direttore si sono proclamati vittime di un tentativo di censura politica, mentre l’editore – Ciaopeople – ha diffuso un comunicato assai critico:
“L’editore applica un regolare Contratto collettivo nazionale, ha sempre adempiuto ai propri obblighi in materia retributiva e contributiva e ha sempre tenuto fede agli accordi raggiunti con la controparte sindacale aziendale. Per questi motivi, presenterà un formale ricorso contro il provvedimento dell’INPS, facendo valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti.
Il contratto Uspi-Figec Cisal applicato in azienda, lungi dall’essere un contratto pirata, è stato ritenuto lo strumento più adatto per un mercato editoriale sempre più complesso e articolato, coniugando le necessità degli editori con le giuste tutele per i lavoratori.
A tal proposito, si segnala che le cifre diffuse dai giornali in relazione agli stipendi dei giornalisti di Fanpage.it risultano totalmente sbagliate, considerando che l’editore non applica i minimi tabellari previsti dal contratto, ma accordi di secondo livello a cifre sensibilmente superiori”.
Il sindacato dei giornalisti FNSI ha obiettato ad alcune delle ricostruzioni di Fanpage .
Citynews ha scelto invece di non rispondere (neanche al Post, che aveva contattato i suoi responsabili), pur contestando la decisione in una comunicazione interna:
“Contrariamente a quanto è stato scritto, la vicenda è ancora aperta. Infatti, le nostre ragioni non sono ancora state ascoltate da INPS ed abbiamo 3 mesi per presentare memorie difensive ed essere ascoltati. Crediamo che nel verbale ci siano errori di diritto ed anche errori materiali. Successivamente a questa fase potrà esserci anche un ricorso in tribunale che si concluderà nel 2027.
Ribadiamo che la vicenda ha effetti solo nella componente previdenziale dei dipendenti giornalisti, dato che gli stessi ispettori hanno riconosciuto la validità dal punto di vista retributivo e giuslavoristico del contratto di lavoro in uso presso i giornalisti “.
(Disclaimer: Citynews possiede la concessionaria che vende la pubblicità sul Post , e nella stessa comunicazione ha alluso a non meglio definiti presunti errori nell’articolo del Post ).
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