domenica 24 Marzo 2024

Da dove vengono le notizie

Diverse testate giornalistiche italiane hanno pubblicato tra martedì e mercoledì la notizia di una ragazza di 17 anni che sarebbe stata aggredita su un treno tra Milano e Brescia e che sarebbe riuscita a fuggire grazie a un braccialetto dotato di un segnale d’allarme acustico ( AdnkronosGiornoNazioneCorriere della Sera, tra le altre). Gli articoli erano formulati con toni molto poco giornalistici, che concentravano le attenzioni sul braccialetto, sull’azienda che lo produce, e sulla promozione della sua efficacia; e incorniciavano la notizia tra dettagli narrativi di cui non era riportata la fonte (la stessa protagonista era descritta solo col suo nome di battesimo, e nessuna autorità pubblica era indicata).

A una breve indagine di Charlie, la fonte di quegli articoli è stata la società stessa che produce il braccialetto, con un suo comunicato stampa ( la Polfer non ha avuto nessuna notizia della tentata aggressione): dall’azienda stessa confermano che nessun giornale li ha chiamati prima di pubblicare per avere maggiori verifiche o informazioni (e sostengono che la notizia sia vera “ma non possiamo dare maggiori dettagli, né i contatti della ragazza, per ragioni di privacy”).
Un “fatto” simile era già stato raccontato – nelle stesse forme pubblicitarie – su altre testate (StampaCitynewsGiornale) lo scorso dicembre: e il prodotto ha avuto in generale estese attenzioni sui giornali negli scorsi anni.

Al di là del caso in sé e dell’eventuale fondatezza del fatto, è un’ulteriore conferma che spesso le redazioni delle maggiori testate non fanno nessuna verifica sulle informazioni ricevute, con interesse promozionale, dagli uffici stampa, e le pubblicano come vere.

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