domenica 9 Aprile 2023

Da Domani

Il quotidiano Domani, la maggiore novità tra i quotidiani italiani in questi ultimi anni, ha annunciato la sostituzione del suo primo direttore Stefano Feltri – durato nel ruolo due anni e mezzo – con quello che finora era stato vicedirettore, anche lui dall’inizio, Emiliano Fittipaldi.
La notizia va messa in un po’ di contesto. Domani era nato dal desiderio di Carlo De Benedetti di sfogare il proprio risentimento per i mutati destini di Repubblica, quotidiano di cui era stato editore per quarant’anni, e che i suoi eredi avevano deciso di vendere, avviando una serie di cambiamenti di impostazione del giornale sotto la proprietà della famiglia Agnelli-Elkann e la direzione di Maurizio Molinari. Nelle speranze di De Benedetti si era creato uno spazio da occupare con un nuovo giornale progressista e che avrebbe potuto sottrarre temi, contenuti, autori, lettori e ruolo alla nuova Repubblica. In quest’ottica Domani aveva voluto esistere come giornale di carta e online insieme, ma presto si era visto che le risorse a disposizione (pur cospicue, con un fondo di dieci milioni destinato da De Benedetti al progetto) non riuscivano a permettere una competitività sui due fronti, a scapito del prodotto online che è ancora oggi molto poco protagonista, e limitato nelle sue opportunità da un paywall quasi totale. Il risultato di vendite in edicola e abbonati era stato discreto inizialmente, pur con qualche ingenuità nelle priorità di spesa (una costosa campagna pubblicitaria di dubbi risultati reali, per esempio), ma aveva presto rallentato, e rispetto alle cospicue perdite del 2021 non sembrano esserci stati grandi progressi (ma il bilancio del 2022 non è ancora noto).

L’editore di Domani sembrava quindi essersi demotivato negli ultimi mesi, e diminuita la sua speranza che il giornale potesse essere più protagonista della scena politica e del dibattito pubblico, e non volendo aumentare gli investimenti necessari a un rilancio del progetto (rilancio, soprattutto sul digitale, i cui risultati economici sarebbero stati tutti da verificare) e accantonate altre ipotesi (richiesta di finanziamento pubblico, ingresso di nuovi soci), aveva chiesto che le perdite fossero ridotte attraverso una riduzione dei costi, che da qualche tempo si fa sentire nella costruzione del giornale. La scarsa disponibilità del direttore Feltri a ulteriori risparmi e la convinzione dell’editore che un cambiamento fosse necessario hanno portato alla nomina di Fittipaldi, esperto giornalista di inchiesta responsabile di molto lavoro di Domani in quel campo ma senza esperienze di direzione finora, né apparentemente molto discontinuo rispetto all’idea del prodotto giornalistico.

Stefano Feltri ha risposto laconicamente e con discrezione alla decisione, evidentemente non condivisa, invitando a seguire la sua newsletter.

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